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GUIDA AGLI OSCAR PER SPETTATORI PIGRI

Data pubblicazione : 17/02/2017     
Autore : Antonio Sarti


Mancano dieci giorni alla cerimonia più attesa dell’anno, il momento culminante della stagione cinematografica, che vedrà la sua serata di gala Domenica 26 Febbraio a partire dalle ore 23: l’appuntamento si avvicina ed è giunta l’ora di iniziare a fare il punto sulle candidature per i principali premi che verranno assegnati.
Iniziamo col dire che mai come quest’anno c’è un forte indiziato per fare incetta di un gran numero di premi: La La Land infatti ha eguagliato numeri che non si vedevano dai tempi di Titanic, mettendo una seria ipoteca sul successo finale, anche se la battaglia si annuncia serrata quantomeno sul riconoscimento al miglior film.
Tra i candidati alternativi che sono ben accreditati a giocarsi il titolo di pellicola dell’anno spiccano due film presenti in sala in questi giorni: uno è Moonlight, un lungometraggio complesso ma intrigante che tratta un’infinità di tematiche nelle nemmeno due ore di proiezione, passando dal razzismo all’omofobia attraverso il mondo della droga e del disagio giovanile. L’altro è il ricercato e delizioso Manchester by the sea con cui Kenneth Lonergan cerca la definitiva consacrazione: il film ondeggia a lungo sul delicato confine tra dramma e commedia umana, toccando però i sentimenti con grande classe e raffinatezza, dando nel complesso una sensazione di film compiuto e maturo che può conquistare l’Academy.
Occhio anche alle sorprese, che come ogni anno non mancano: quest’anno potrebbe toccare al sci-fi filosofeggiante Arrival, di cui vi parleremo più approfonditamente la prossima settimana, ma anche a La battaglia di Hacksaw Ridge che potrebbe sbancare grazie alla sua storia estremamente patriottica.
Qualche nome sconosciuto ai più potrebbe uscire vincitore anche da altre categorie: in particolare un occhio di riguardo vi consigliamo di tenerlo per The Lobster, una distopica commedia dai tratti ironici ma non troppo sui rapporti amorosi, che presenta una sceneggiatura sicuramente molto intrigante oltre a una regia ben curata.
Quest’anno non ci saranno film italiani a lottare per il titolo di miglior film straniero: la categoria che da sempre attira l’attenzione del pubblico europeo vede quest’anno due grossi nomi a giocarsi il premio, da un lato Il cliente del regista iraniano Farhadi che in pieno sentimento anti-Trumpista potrebbe vincere per motivazioni geopolitiche oltre che per una pellicola comunque convincente, dall’altro emerge invece Land of Mine, film danese che ha conquistato la critica per il crudo ed emozionante racconto del post-guerra in Danimarca. L’Italia sarà invece in prima linea sul fronte documentaristico, dove Fuocoammare prepara il colpo a sorpresa cercando la rimonta su I am not your negro, candidato forte per la categoria.
Chiudiamo con una breve panoramica sull’animazione: se per quanto riguarda i cortometraggi animati Piper di A. Barillaro sembra decisamente in prima linea, nella sezione film invece la battaglia a due potrebbe giocarsi in casa Disney con Zootropolis un passo avanti a Oceania, mentre la vera (meritata) sorpresa sarebbe la vittoria di La mia vita da zucchina, una produzione diversa dal solito il cui successo non scandalizzerebbe: per scoprire chi porterà a casa la statua d’oro non resta che attendere ancora una manciata di giorni.





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