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FLORENCE: LA CORSA DI MERYL STREEP VERSO L'OSCAR?

Data pubblicazione : 28/12/2016     
Autore : Antonio Sarti



Florence Foster Jenkins è una ricca donna americana della prima metà del 1900, che vive la propria vita per la musica: concerti, eventi benefici, incontri con grandi maestri della lirica. A un tratto tutto ciò non le basta più, Florence vuole essere la protagonista del palcoscenico e desidera a tutti i costi esibirsi nel canto lirico: l’unico problema è che non ha nessun talento nel canto, ma ha un marito premuroso (Hugh Grant) che decide di regalarle un’occasione, consapevole che la malattia della donna potrebbe portarla alla morte nel giro di breve tempo. Nonostante le pessime vocalità, nascoste dal marito tramite abili sotterfugi, dopo le prime esibizioni Florence arriverà a cullare il più grande dei sogni: cantare alla Carnegie Hall di New York.

Alla prima occhiata pare difficile immaginare che la superba Meryl Streep possa steccare in un ruolo così cucitole su misura dall’altrettanto bravo regista Stephen Frears: Florence Foster Jenkins, ovvero la donna che non sapeva cantare ma che tutti vollero far cantare. Inutile dire che la sequenza di esibizioni della protagonista è esilarante quanto convincente dal punto di vista attoriale, riuscendo per ampi tratti a portare in primo piano l’aspetto comico che nella sceneggiatura dovrebbe invece risultare secondario all’elemento tragico-farsesco portato in dote dalla surreale storia della Foster Jenkins.

Dal punto di vista registico Frears non si smentisce nella sua grande abilità a trasformare storie di innata semplicità in racconti quasi epici (vedasi il grande lavoro fatto in Philomena), ma la sensazione che lascia all’uscita dalla sala questo film è un leggero amaro in bocca per i temi non del tutto sviscerati: ci si aspetterebbe forse un maggiore approfondimento della questione psicologico-morale su quanto sia giusto assecondare un talento inesistente a costo di negare l’evidenza della realtà, quello che alla fine emerge è invece un quadro sconfortante di personaggi che su questo assecondamento ci vivono (economicamente) e ci costruiscono la propria vita. Al di là dunque della storia in sé, accattivante e molto ben raccontata, ci sono molte tematiche degne di riflessione che vengono lasciate al giudizio dello spettatore: voi cosa avreste fatto al loro posto?





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