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Elle di Paul Verhoeven

Data pubblicazione : 24/03/2017     
Autore : Franca D.Scotti


Solo Isabelle Huppert  forse poteva interpretare in tutte le sue sfaccettature  questo personaggio femminile, protagonista a tutto tondo di Elle: una donna complessa e contraddittoria, fredda e passionale, emotiva e razionale, un unicum nella quale è difficile riconoscersi.
Eppure Michèle  vive situazioni che, prese singolarmente, potrebbero toccare ad ogni donna.
È la complessità della sua vita e delle sue reazioni che la fa diventare  un caso unico.

Infatti il regista Paul Verhoeven racconta di aver capito che nessuna attrice americana sarebbe stata in grado né avrebbe accettato di recitare in un film  così “amorale”.
Isabelle Huppert,  con il suo carico di sicurezza e sfrontatezza invece, è stata la scelta perfetta per mettere in scena la storia di questo romanzo francese di Philippe Djian.

In sintesi la storia di Michèle é quella di una donna fredda e sicura di sé, a capo di una grande società di videogiochi che gestisce con pugno di ferro, come anche la sua vita privata, marito, amante, amici, figlio.
All’improvviso la sua vita viene scossa da un’aggressione brutale in casa da parte di uno sconosciuto mascherato che la stupra.
Alla prima  impressione Michèle reagisce con la sua razionalità, raccontando la cruda verità al marito e agli amici, e nel frattempo cercando a tutti i costi di identificare lo sconosciuto. Nasce così uno strano gioco in cui la vittima comincia a guidare una nuova dinamica: il rapporto si inverte e lo stupratore, che lei comincia identificare, diventa una  pedina nelle sue mani.
Senza dimenticare che alla complessità del presente si sovrappone in molti momenti del film la complessità del passato e il trauma vissuto da Michèle bambina, che sembra gettare un’ombra e giustificare in parte alcune sue reazioni.
Vittima anche allora oppure complice di un atto orribile?
La risposta univoca non c’è e il personaggio appare ancora più sfaccettato. 
A questo punto il film scorre intrecciando situazioni sorprendenti: attrazione erotica, vendetta, seduzioni, scoperte e rivelazioni improvvise fino alla fine in cui la morte brutale dello stupratore sembra meditata, cercata e organizzata, forse inconsciamente, da Michèle.
Senz’altro forte e originale sia il film che la figura femminile, non a caso identificata con un pronome.

Presentato al Festival di Cannes  e osannato dalla critica, Elle ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Golden Globe per il migliore film straniero e la migliore attrice protagonista e il César  per il miglior film e la migliore attrice protagonista. Per questa interpretazione Isabelle Huppert  ha ottenuto inoltre la candidatura agli Oscar come migliore attrice protagonista.





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