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CINEMOZIONI: "PICCOLI CRIMINI CONIUGALI", L'AMORE BUGIARDO E LOGORO DI CASTELLITTO E BUY

Data pubblicazione : 14/04/2017     
Autore : Antonio Sarti



Periodo intenso per Sergio Castellitto, che dopo essere tornato dietro la macchina da presa con “Fortunata”, l’ennesimo film sceneggiato dalla moglie e scrittrice Margaret Mazzantini che vede Jasmin Trinca e Stefano Accorsi tra i protagonisti, recita un ruolo da protagonista in “Piccoli crimini coniugali”, un film dai tratti sentimentali ispirato da un’opera teatrale omonima di Eric-Emmanuel Schmitt.

Elia (Sergio Castellitto) è uno scrittore che si mantiene con libri di poco successo, tra cui “Piccoli crimini coniugali”, un racconto a tinte fosche sul logoramento dell’amore nel matrimonio: rientra a casa, accompagnato dalla moglie, dopo un incidente domestico che gli ha causato una temporanea perdita di memoria.

Da questa prima scena iniziale, l’unica girata in esterna di tutto il film, inizierà un lungo viaggio a ritroso nella storia della coppia, un percorso accidentato e sconvolgente che contrasta fortemente con il ritmo lento e pacato di gran parte del lungometraggio: Elia e la moglie nascondono, come prevedibile, grandi segreti e situazioni da rinfacciarsi a vicenda, ma giungeranno come mai prima a comprendere pienamente la portata del loro reciproco (oppure no?) amore.

Già dall’impostazione scenografica, con un lussuoso ma al tempo stesso claustrofobico appartamento in cui scorre tutto il film, la regia sembra voler ripercorrere le orme di opere simili per tematica e struttura, leggasi ad esempio l’ottimo “Carnage” di Polanski che pure si manterrà su un registro narrativo ben più movimentato nonostante l’apparente staticità rappresentata dal teatro in cui è girato; il risultato nel complesso è sicuramente (e comprensibilmente) non al livello di un Polanski, ma non è nemmeno da buttare. L’aspetto più positivo è l’aver scelto due protagonisti, che peraltro sono anche i due soli personaggi che vediamo sulla scena, in grado di reggere bene il palcoscenico di quello che più che un film ricorda quasi un’opera teatrale: Castellitto e Buy sono chiamati a una recitazione di alto livello che deve tenere alta la tensione data dagli intensi e complessi dialoghi messi in campo, il risultato ovviamente è ottimo, considerando il grande talento di entrambi in questo genere di cinema.

Dal punto di vista tematico, “Piccoli crimini coniugali” non sembra saper andare oltre gli stereotipi che tanto proclama quanto cerca di combattere: il matrimonio come tomba dell’amore, l’eterna lotta per la supremazia interna tra i coniugi, i figli come palliativo per la vecchiaia. Tutti discorsi che la pellicola di Infascelli lambisce a più riprese e di cui i due interpreti si fanno portavoce, ma che non riescono ad andare oltre la patina superficiale per proporre una riflessione più profonda. Come il rapporto tra i protagonisti, continuamente in bilico tra amore e odio, anche il nostro giudizio resta sospeso tra positivo e negativo, ma consigliamo comunque il film per la buona recitazione e la scrittura che lo contraddistinguono.







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