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AND THE OSCARS GOES TO... SCOPRIAMO I CANDIDATI

Data pubblicazione : 02/03/2018     
Autore : Antonio Sarti



Ancora un paio di giorni di pazienza e l’Italia conoscerà i due verdetti che attende da tempo: i vincitori degli Oscar e i risultati delle elezioni politiche. Con le dovute proporzioni, la curiosità tutta nazionale di quest’anno è che il nostro paese vivrà nelle stesse ore, quelle della notte tra domenica e lunedì, una doppia attesa. Aspettando di sapere chi governerà attraverso le consuete maratone televisive, lo zapping degli appassionati nottambuli coinvolgerà anche il palcoscenico di Los Angeles, dove in contemporanea verranno attribuiti i premi più ambiti del mondo del cinema.

Andiamo a dare un’occhiata alle candidature: l’Italia è viva e ci proverà, anche se con un film che sul piano “burocratico” è da considerarsi americano. Stiamo parlando di Chiamami con il tuo nome, il prodotto-rivelazione di questa stagione cinematografica, confezionato dal regista Luca Guadagnino e girato tra Crema e la bergamasca. Un prodotto lombardo DOC che andrà a competere con colossi come Dunkirk di Christopher Nolan, ma che ha ben figurato in sala e per il quale le quattro nominations (miglior film, sceneggiatura non originale, attore protagonista, miglior canzone) potrebbero concretizzarsi in almeno un Oscar: il nostro pronostico va sulla sceneggiatura, firmata da James Ivory, ma attenzione anche a Timothée Chalamet come attore protagonista, complice una concorrenza che non appare stellare.

Proprio il già citato Dunkirk potrebbe fare la parte del leone in questa tornata di Oscar: con otto candidature, tra cui quelle al miglior film, miglior regia e per la strepitosa colonna sonora di Hans Zimmer, la sensazione è che Nolan possa portare a casa almeno un paio di statuette.
Chi invece una statuetta vorrebbe finalmente portarla a casa, dopo quattordici tentativi falliti, è Roger Deakins, il Deus ex machina dei direttori della fotografia, che questa volta ci proverà con l’eccellente lavoro in Blade Runner 2049, film che invece mastica amaro per le sole cinque candidature, tutte in ambito tecnico, nonostante le grandi aspettative della vigilia.

Il vero mattatore delle nominations, che tuttavia spesso diventa il primo dei delusi, è Guillermo Del Toro, che con The Shape of Water ha inanellato ben tredici candidature: si va dal miglior film alla miglior regia e sceneggiatura (entrambe curate da Del Toro), fino alla fotografia di Dan Laustsen. L’aspettativa, dopo aver visto il film, è che riesca ad aggiudicarsi un numero di statuette piuttosto inferiore al previsto, attorno alle cinque sarebbe un risultato positivo. Se dovesse andare male, Del Toro potrà sempre consolarsi con la fresca nomina a Presidente della giuria di Venezia 75 in estate.

Le ultime note sono riservate a due film che potrebbero riservare sorprese: attenzione in primis a Tre manifesti a Ebbing, Missouri (7 nominations), film sottovalutato ma capace a nostro avviso di grandi exploit anche per la tematica sociale fortemente attuale. Un altro candidato a fare bene è Il filo nascosto (6 nominations), romanzo visivo sul mondo della moda che riserva l’ultima interpretazione di Daniel Day-Lewis prima del suo annunciato ritiro dalle scene. Ancora poche ore e sapremo tutto, nel frattempo incrociamo le dita per l’alfiere italiano con l’augurio che riporti in patria un nuovo Oscar.





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