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È SOLO LA FINE DEL MONDO - XAVIER DOLAN

Data pubblicazione : 20/01/2017     
Autore : Antonio Sarti


Dopo aver vinto nel 2014 il “Premio della Giuria” al Festival di Cannes con “Mommy”, Xavier Dolan ritorna al cinema con il film “é solo la fine del mondo”, presentato a Cannes nel 2016, riprendendo la trama da una piéce teatrale di Jean-Luc Lagarce.
Il regista prodigio ventottenne decide di indagare e mettere in scena i rapporti famigliari, esasperando le problematiche in una querelle infinita di dialoghi, pianti, urla, intervallati dalla musica a tutto volume che ha il compito, seppur per un breve momento, di soffocare tutti i contrasti.

La storia, molto semplice e quasi banale, vede come protagonista Louis (Gaspard Ulliel), autore teatrale affermato, che dopo dodici anni decide di far ritorno a casa per annunciare ai famigliari una notizia, la sua morte. La maggior parte delle informazioni che consentirebbero allo spettatore di ricostruire la vicenda che ha portato Louis ad allontanarsi da casa in giovane età viene taciuta, come pure la causa dell'imminente morte del protagonista, per citarne alcune delle principali.
L'atmosfera famigliare non è idilliaca: ritrova una madre piuttosto invecchiata, una sorella cresciuta e il fratello sposato, ma ciò che più turba il protagonista sono i ricordi dell'infanzia che emergono continuamente nella sua memoria.
Le scene, consone con il dramma teatrale, sono quasi interamente girate all'interno degli spazi domestici, fatta eccezione per un piccolo momento in cui Louis e il fratello decidono di uscire in automobile. Il regista fa ampio uso dei primi piani, per mettere in evidenza le espressioni compassionevoli dei famigliari.

Il cast è sicuramente di livello: Marion Cotillard e Vincent Cassel fanno da padroni riuscendo, con un'ottima interpretazione, a mantenere la tensione alle stelle per i 95 minuti del lungometraggio.






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