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"Jackie" con una eccellente Natalie Portman

Data pubblicazione : 21/02/2017     
Autore : Franca D.Scotti


First Lady degli Stati Uniti, icona di eleganza e glamour, vedova giovane in circostanze tragiche che hanno segnato la storia, Jacqueline Kennedy era destinata a diventare protagonista di un film biografico.
Lo realizza il cileno Pablo Larraín, affidando la parte della protagonista ad un’eccellente Natalie Portman, non a caso candidata all’Oscar come Miglior attrice protagonista.
Il film si apre sui primi giorni successivi alla morte del Presidente Kennedy, dipanandosi come una lunga intervista, alternata a documenti d’epoca, tra cui spicca un documentario sulla Casa Bianca abitata dai Kennedy.
La Portman quindi ha modo di giocare in pieno tutta la gamma di sfumature della personalità di Jackie, formale, riservata, quasi timida nei primi tempi della presidenza, poi sicura di sé, ambasciatrice di stile, e soprattutto di grande dignità e decisionalismo nell’ultimo periodo, quando rischiava di essere travolta dalle circostanze, addolorata e piena di rimorsi per la tragedia a cui non ha potuto opporsi
Anche nel rapporto con il giornalista che ha di fronte dall’inizio alla fine manifesta la sua sicurezza nel tenere fermo e chiaro il fil rouge della narrazione.
Elegante, piena di stile e distaccata, Jackie divenne immediatamente un'icona in tutto il mondo, una delle donne più famose di tutti i tempi.
Il suo gusto nella moda, negli arredi e nelle arti divenne per molti un modello da imitare.
Poi, il 22 Novembre 1963, cambiò drasticamente il suo destino.
Sebbene sotto choc e sconvolta dal dolore, nel corso della settimana successiva, Jackie fu tenace nell’imporre il suo programma per celebrare le esequie, organizzare la cerimonia pubblica ed eternare così l’immagine di John Kennedy e la propria.
L’impostazione del personaggio fa presa sull’importanza dell’immagine e del look, in cui le emozioni rimangono eternamente legate alle sue mises: le giacchine corte raffinatissime in lana bouclée, il famoso tailleur rosa macchiato di sangue, i sontuosi abiti da sera con cui riceveva alla Casa Bianca, il velo nero sul viso durante tutta la cerimonia funebre.
Sebbene apparentemente idealizzata, nel film Jacqueline Kennedy appare una donna complessa ed enigmatica, ricca di sfumature e di sfaccettature, compresa la determinazione nel comunicare una ben precisa immagine di sé e della sua vicenda: forse una favola che Theodore H. White, giornalista politico di "Life", raccoglie e tramanda, soprattutto nell’immagine finale di una Presidenza che , come Camelot, appariva il regno di arme, dame e cavalieri.






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