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WE CALL IT "AFRICA"

Data pubblicazione : 27/02/2017     
Autore : Alice Civai



Se ci dicessero “arte africana”, a cosa penseremmo? Molto probabilmente ci verrebbero in mente le linee, le forme e i colori che caratterizzano l'arte tribale. E se ci chiedessero di distinguere gli stili e le provenienze di diversi manufatti africani, saremmo in grado di farlo? Personalmente no, eppure stiamo parlando di un intero continente che ospita moltissime popolazioni diverse che si sono espresse, e che si esprimono, in infinite sfaccettature artistiche e culturali. Al contrario se ci chiedessero di pensare all'arte europea vorremmo sicuramente sapere a che nazione e a quale periodo fare riferimento.

L'obiettivo della mostra WE CALL IT “AFRICA”, allestita presso la galleria Officine dell'Immagine in via Atto Vannucci 13, a Milano, aperta fino al 2 aprile, è proprio quello di presentare il complesso e multiforme panorama artistico dei Paesi della cosiddetta “Africa Subsahariana”, tramite l'esposizione dei lavori di quattro diversi artisti: Dimitri Fagbohoun (Benin), Bronwyn Katz (Sudafrica), Marcia Kure (Nigeria) e Maurice Mbikayi (Repubblica Democratica del Congo).


Le opere esposte in galleria sono tutte molto diverse tra loro ma rappresentano perfettamente la complessa realtà africana e, seppure tramite stili e modi differenti, raccontano e ragionano su temi di grande attualità legati a questioni socioculturali, identitarie e geopolitiche.
Eccentrici abiti composti di rifiuti tecnologici, protagonisti di sculture e fotografie; inquieti collage che fondono immagini della tradizione con la cultura metropolitana; un eclettico intreccio tra scultura, video e installazioni; una video-performance unita ad installazioni; sono tutte opere che pur essendo tra loro molto diverse si accomunano in un sentore unico, pulsante e ricco che denuncia la condizione di questa parte di continente, comunicata tramite il linguaggio dell'arte contemporanea.


L'enorme potenza segnica e visiva delle opere investe il visitatore non appena entra in galleria: si capisce subito di essere di fronte ad un mondo diverso da quello che conosciamo, costituito da innumerevoli panorami culturali ed estetici, come d'altronde sono immediatamente comprensibili l'attualità dei temi trattati e l'indagine del rapporto tra arte e società contemporanea. La forma artistica come espressione di temi e denunce dà così vita ad opere sincere, viscerali, che raccontano storie di bellezza, di urgenza sociale, di eleganza e di estrema vitalità.
Molti celebri artisti europei, come Picasso e Amedeo Modigliani, subirono il fascino di culture diverse dalla nostra, aprendosi ad ambienti culturali diversi da quelli conosciuti. La mostra WE CALL IT “AFRICA” è un esplicito invito all'apertura, e, dunque, perché non lasciarsi influenzare?






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