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VISIONE, LOGICA ED ESTETICA. LA RICERCA DI MARIO BALLOCCO

Data pubblicazione : 12/06/2017     
Autore : Alice Civai



La “cromatologia” è un metodo interdisciplinare creato per risolvere problemi visivi che non coinvolgono unicamente il mondo dell’arte ma sono di interesse collettivo, come per esempio il colore delle autoambulanze o quello dei quaderni di scuola. L’inventore di questa disciplina fu l’artista milanese Mario Ballocco (1913-2008) che la introdusse come materia di studio all’Accademia di Brera e tenendo corsi anche alla Carrara di Bergamo e al Politecnico di Milano. L’obiettivo che Ballocco si pose era quello di sconfiggere la monotonia “che ci fa nascere con il bianco, vivere con il grigio e morire con il nero”, come si legge nella nota biografica sul sito dell’Archivio Mario Ballocco.

Il lavoro dell’artista, ancora poco conosciuto dal grande pubblico, è oggi protagonista di un’interessante retrospettiva alla 10 A.M. ART Gallery di via Anton Giulio Barrili, dal titolo VISIONE, LOGICA ED ESTETICA. La ricerca di Mario Ballocco, aperta fino al 1 luglio.
Mario Ballocco fu un personaggio fondamentale nel panorama artistico e culturale dell’Italia del Novecento: artista astratto, con le sue ricerche e sperimentazioni diede un contributo fondamentale anche alla diffusione del design e degli studi sulla percezione visiva e sul colore. Estetica e scienza, comunicazione e didattica, teoria e tecnica si fondono nella sua figura, creando un personaggio vitale, poliedrico ed eccellente.

L’esposizione ripercorre la parabola artistica di Ballocco: dalle opere astratte a cavallo tra gli anni Quaranta e Cinquanta, periodo in cui fondò il Gruppo Origine assieme ad Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi ed Ettore Colla, ai primi dipinti in cui emerge la geometria pura e la modularità, anticipando l’Arte Cinetica e Optical, per giungere infine alle opere in cui si dedica totalmente alle indagini sulla percezione.

Tra gli ambienti della galleria assistiamo a un’evoluzione fatta di forme e colori, che ci stupiscono e attraggono. Sono opere incredibili con un inaspettato effetto magnetico, che ci calano nell’evoluzione artistica e del pensiero di un grande artista, le cui ricerche e studi, la loro importanza e profondità appare palese a chiunque si soffermi ad osservarle.

La mostra è un tassello fondamentale per la riscoperta di Mario Ballocco da parte della sua città, un’esposizione curata e di valore che richiama l’attenzione su un grande artista stabilendo un legame tra le sue opere, i milanesi e la loro storia. Proprio in questo aspetto risiede forse il principale valore del lavoro svolto dalla galleria: “Visone, logica ed estetica” non è una mostra “da botteghino” che lascia poco in chi la visita, bensì un’operazione di ricerca collegata con il tessuto cittadino che unisce gli interessi degli studiosi a quelli del grande pubblico, come tutte le mostre dovrebbero fare.





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