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VISIBLE AND INVISIBLE - LEONARDO GAMBINI

Data pubblicazione : 06/11/2017     
Autore : Alice Civai


Forme geometriche singole o ripetute, spesso prodotte a livello industriale, in cui viene eliminata ogni traccia di emozione creativa così da dare enfasi alla fisicità e all’oggettualità dell’opera: sono queste le basi teoriche su cui si fonda il Minimalismo, una delle più importanti e influenti correnti artistiche nate nel corso degli anni Sessanta del XX secolo.

I concetti cardine del Minimalismo sono oggi nuovamente protagonisti, riletti e reinterpretati da un giovane artista italiano, allievo dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, Leonardo Gambini, classe 1994, che presenta le sue ricerche con la mostra VISIBLE AND INVISIBLE, allestita presso lo spazio WinArts (via Carlo Ravizza, 18), aperta fino al 26 novembre.

“Visible and Invisible” presenta una serie di opere composte da teche di plexiglas che contengono lastre di metacrilato di diverse tonalità perfettamente e abilmente tagliate, sagomate e assemblate dall’artista. La luce, penetrando nelle teche, riflette sulle pareti circostanti diverse e inaspettate forme e colori che vanno a definire sia l’opera che lo spazio espositivo ed esaltando al contempo la linearità delle strutture e le proprietà di un materiale estremamente contemporaneo.

Gambini rilegge e fornisce un’interpretazione squisitamente personale del Minimalismo e dei suoi assunti teorici: nei suoi lavori non c’è traccia di alcuna decorazione, la forma geometrica è rigorosa, il contenitore da elemento funzionale diviene soggetto, è la teca stessa ad essere l’opera d’arte. Quella compiuta dall’artista è una riflessione intensa, che dimostra notevole preparazione sia tecnica che teorica, soprattutto se si considera il suo ambito di provenienza: nonostante la giovane età infatti, Leonardo Gambini raggiunge una certa notorietà già nel 2008 quando con lo pseudonimo “Tunus” si muoveva nel campo della Street Art.

La ferma dedizione alla propria idea di arte, la competenza e la giovane età l’hanno quindi portato a collaborare con WinArts, lo spazio milanese che, sotto la guida di Benedetta Crippa e Martina Moglia, da oltre un decennio ricerca e promuove i giovani talenti italiani e stranieri, selezionando i loro lavori e seguendoli nella loro crescita personale.

Negli eleganti e vitali spazi di via Carlo Ravizza si incontrano così numerosi artisti, non accomunati dalla tipologia di opere che creano bensì dalla loro passione e dalle loro capacità: non è tanto importante il mezzo e la forma con cui decidono di esprimersi ma è ciò che questi giovani hanno da dire che diviene il vero elemento d’interesse.

In un momento in cui l’apparenza e l’aspetto sono i cardini del nostro vivere quotidiano, la scelta di puntare sull’arte non convenzionale e sulla cultura in crescita, pulsante, viva e autentica, assume una nuova e fondamentale importanza, sia a livello personale che per l’intera collettività.





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