• MW SUGGESTIONS •

TUTTA LA MAGIA DELL' AFRICA

Data pubblicazione : 30/06/2017     
Autore : Bruna Meloni


Dopo la interessantissima mostra del 2015 al Mudec e la bella mostra “We call it Africa” alle Officine dell'Immagine e' ora la volta del PAC che, con questa mostra dal titolo “AFRICA. Raccontare un mondo” intende proseguire la sua esplorazione dei continenti sulla rotta dell’arte, proponendo una selezione di artisti e di narrative che non solo vivono e affondano le loro radici africane nel mondo, ma che abitano anche la sua diaspora.

A più' un secolo dalla scoperta della cosiddetta “art nègre” da parte degli artisti delle avanguardie storiche francesi e tedesche e' arrivato il tempo di guardare all’arte africana come a un sistema complesso fatto di connessioni fra il mondo degli uomini e quello degli spiriti, di attraversamenti e di costruzioni relazionali tra i prodotti della cultura e le vicende della natura.

In questa mostra trentatre artisti di diverse generazioni consentono allo spettatore di comprendere l’universalità della scena subsahariana dell’Africa contemporanea svelandone lo spirito immediato senza nasconderne la violenza, proponendogli ricerche visuali e narrative in un percorso espositivo che offre una lettura quadripartita della produzione artistica contemporanea dell’Africa a sud del Sahara.

Il percorso espositivo si dipana, infatti, lungo quattro tematiche:
“Dopo l'indipendenza”: in questa sezione si trovano artisti fortemente legati al loro universo culturale che attraverso le loro opere trascrivono il mondo africano alle soglie del mutamento. (Frédéric Bruly Bouabré (Costa d’Avorio), Seydou Keïta (Mali), J.D. Okhai Ojeikere (Nigeria), Idrissa Ouédraogo (Burkina Faso), Malick Sidibé (Mali)).

“Introspezione Identitaria”mette in primo piano una serie di artisti che si esprimono con un linguaggio nel quale modernità e tradizione si evolvono senza contrapporsi. Sono artisti che mettono in discussione il post-colonialismo, le guerre e i genocidi, l’AIDS, la povertà, la corruzione politica, la questione del petrolio, e altro ancora. (Georges Adéagbo (Benin), Abu Bakarr Mansaray (Sierra Leone), Romuald Hazoumé (Benin), Pieter Hugo (Sud Africa), Richard Onyango (Kenya), Chéri Samba (Congo), Abdelrahmane Sissako (Mauritania), Yinka Shonibare MBE (Nigeria), Barthélémy Toguo (Camerun)).

“Generazione Africa” e' la sezione che si sofferma sui cambiamenti della società e sulla posizione individuale. E' qui rappresentata una generazione-bivio formatasi nelle scuole d’arte occidentali e presente alle fiere d’arte, fortemente consapevole però della propria identità al di là degli stereotipi. (Malala Andrialavidrazana (Madagascar), Omar Ba (Senegal), Kudzanai Chiurai (Zimbabwe), Senzeni Marasela (Sud Africa), Billie Zangewa (Malawi)).

“Il Corpo e le Politiche della Distanza” mette in scena il percorso di nove artiste africane contemporanee e propone, tra video-arte e performance, un ritratto in movimento della giustizia, una personificazione del vivere e del sentire di minoranze religiose, culturali e di genere. (Nathalie Anguezomo Mba Bikoro (Gabon), Gabrielle Goliath (Sud Africa), Ato Malinda e Alex Mawimbi (Kenya), Zanele Muholi (Sud Africa), Tracey Rose (Sud Africa), Berni Searle (Sud Africa)).
Al PAC di Via Palestro fino all'11 settembre





LA RECENSIONE DI IL VESTITO DEI LIBRI DI JHUMPA LAHIRIIO NON AMO LA NATURA