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TAKASHI HOMMA - LA CITTA' NARCISISTA

Data pubblicazione : 01/05/2017     
Autore : Alice Civai


L’osservazione e la rappresentazione della natura e del mondo circostante è uno dei temi cardine di tutta la storia dell’arte. Dalle rappresentazioni naturalistiche al vedutismo e alle fotografie, l’uomo ha sempre sentito la necessità di testimoniare la sua dimensione. Per farlo al meglio nel corso dei secoli ha inventato diversi dispositivi: dagli strumenti prospettici alla camera ottica fino a giungere alla macchina fotografica; guardare il mondo attraverso un obbiettivo ci aiuta ad analizzarlo il più a fondo possibile.

Presso la Galleria Viasaterna (via Leopardi 32, Milano) il fotografo giapponese Takashi Homma presenta la sua personalissima visone delle cose con l’esposizione LA CITTA’ NARCISISTA. MILANO E ALTRE STORIE. Homma, attivo sulla scena internazionale dai primi anni Novanta, porta alla galleria milanese quasi cinquanta opere, per la sua prima mostra italiana, aperta fino al 26 maggio.

Milano con le sue architetture simbolo, così come Narciso, si specchia in se stessa, presentandosi al pubblico in immagini capovolte, ottenute con l’utilizzo di una camera ottica, strumento caro alla storia dell’arte. Le immagini sono permeate di un senso di pausa, sospensione: il brulichio della città si ferma, lo sguardo dello spettatore si concentra finalmente su Milano e su i suoi dettagli; da questa nuova prospettiva è come se vedessimo la città per la prima volta, in tutta la sua bellezza. La serie, estremamente suggestiva e affascinante, da il nome all’esposizione ed è stata realizzata appositamente dall’artista per questa prima italiana.
Oltre alla “Città Narcisista” in mostra troviamo esposti altri cicli di lavori che ci permettono di conoscere meglio l’opera del fotografo giapponese. New Waves, Mushrooms from the Forest e Trails sono a presentare il tema del rapporto uomo-natura. In questi lavori viene immortalata e presentata la bellezza che ammanta una potenza distruttrice, sia essa naturale o umana, con scatti che uniscono rigore scientifico e raffinatezza. Onde eleganti e spumeggianti possono divenire tsunami come nel 2011, funghi sopravvissuti all’incidente nucleare di Fukushima celano dietro il loro candore veleni mortali, la terra si fa pagina illibata su cui il sangue di cervi feriti o uccisi da cacciatori diviene inchiostro. I tre cicli creano una perturbante commistione tra bellezza e violenza, letalità e fascino si sposano in un interessante parallelo tra forza della natura e azione umana.

L’importanza dell’architettura per Takashi Homma è ribadita in un’altra serie di lavori esposti a Viasaterna in cui i protagonisti sono i celebri edifici dei maggiori architetti del Novecento, ritratti come se fossero un qualunque atro soggetto. Homma si allontana dalle convenzioni legate a questo genere di fotografia: niente luce diffusa o rette ortogonali, mentre particolare importanza viene data alle finestre, intese come dispositivi per guardare. In questo modo il fotografo umanizza le strutture che non sono più immortalate unicamente per rappresentare loro stesse ma per veicolare un’idea più ampia di visone del mondo.
Il lavoro di Takashi Homma pur essendo ben localizzato, assume dei connotati di universalità che rendono particolarmente interessante, attuale e florida di spunti la sua opera. Vi invitiamo calorosamente a scoprirla.





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