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SONAR STROMENTI E FIGURAR LA MUSICA

Data pubblicazione : 14/04/2017     
Autore : Bruna Meloni



La citta' di Cremona ha un legame stretto e indissolubile con la musica; ha dato i natali sia ad Antonio Stradivari che a Claudio Monteverdi; connubio perfetto fra strumenti a corde e composizione. ( Sebbene interprete di musica di tutt'altro genere ricordiamo, per dovere di cronaca, che anche la grande Mina e' nata a Cremona)

Proprio quest'anno ricorrono i 450 anni dalla nascita del grande compositore che la citta' festeggia con svariati eventi; nuove produzioni, concerti unici, mostre e una crociera musicale lungo le terre amate da Monteverdi: Cremona, Mantova e Venezia.

Il sindaco di Cremona, in apertura delle celebrazioni per questo evento dice: ”Abbiamo una responsabilita': quella di raccontare la grandezza di una storia e rinnovarla, Monteverdi e' noto nel mondo: vogliamo riscoprirlo, noi cremonesi per primi. Ed e' percio' che la nostra citta' celebra Monteverdi con molte manifestazioni, di cui la Mostra al Museo del Violino e' apertura e perla preziosa”.


Ed e' appunto di questa straordinaria mostra che vogliamo parlarvi. L'esibizione ricostruisce l’orchestra dell’Orfeo attraverso strumenti originali dell’epoca di Monteverdi, selezionati seguendo le indicazioni annotate nelle prime edizioni a stampa dell’opera, eseguita la prima volta esattamente 410 anni fa. La partitura prevede infatti un organico ben definito: “duoi gravicembali, duoi contrabassi de viola, dieci viole da brazzo, un’arpa doppia, duoi violini piccoli alla francese, duoi chitaroni, duoi organi di legno, tre bassi da gamba, quattro tromboni, un regale, duoi cornetti, un flautino alla vigesima seconda, un clarino con tre trombe sordine”.


Gli strumenti esposti provengono dalle maggiori collezioni italiane ed estere. Una particolare attenzione e' stata posta nella ricerca di esemplari che non avessero subito le modifiche che nei secoli successivi si sono rese necessarie per affrontare i repertori sette e ottocenteschi. Grazie ad una accurata applicazione multimediale e' possibile ascoltare il suono di ognuno di essi per poterne identificare il ruolo nella trama musicale dell'Orfeo; passaggio, questo, sicuramente riservato a grandi esperti.

Come noto, l’Orfeo di Monteverdi ha un lieto fine: il suo eroe diventa simbolo dell’amore che supera la morte. Questo ruolo salvifico della musica ha ispirato diverse rappresentazioni pittoriche. Tra le più famose è certamente Il Suonatore di Liuto di Caravaggio.


Delle tre opere rappresentanti lo stesso soggetto dipinte da Michelangelo Merisi questa meraviglia che possiamo oggi ammirare a Cremona proviene da una collezione privata e ha una storia affascinante e avventurosa. Realizzata nel 1597 per il Cardinal del Monte fu in seguito comprato dal Duca di Beaufort agli inizi del 1700 e portato a Badminton House nel Gloucestershire dove e' rimasto per due secoli e mezzo; nel 1969 fu venduto come una copia e ritrovato nuovamente a New York nel 2011. E' stato allora che fu attribuito con certezza, nuovamente, al Caravaggio da grandi studiosi come Denis Mahon e Mina Gregori.

E' evidente in questo, come in altri dipinti, come il Merisi abbia studiato nei minimi dettagli gli strumenti che facevano parte dell'estesa collezione del Cardinal del Monte, durante i suoi anni di servizio presso di lui. Nel Suonatore di Liuto tutto viene rappresentato con
un'eccezionale accuratezza al punto da poter determinare l'eta' sia del liuto che del violino osservandone ogni singolo dettaglio. Non dimenticate di ammirare gli straordinari effetti della luce sul vetro e attraverso l'acqua.

Museo del Violino, Cremona fino al 23 luglio





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