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PIETRO SPIRITO - ARCADE PAINTINGS

Data pubblicazione : 03/04/2017     
Autore : Alice Civai


Che si tratti di un quadro figurativo o astratto, di un’opera di epoca medievale, moderna o contemporanea, da sempre gli artisti di ogni tempo hanno usato colori e materiali per raffigurare il mondo a loro circostante. La superficie pittorica in fondo è un campo libero, che si apre all’analisi, alla comprensione e alla presentazione di noi stessi e della realtà in cui viviamo.

Con la mostra ARCADE PAINTINGS, allestita presso la Theca Gallery, Pietro Spirito racconta in modo del tutto personale il mondo nell’epoca del digitale. L’esposizione, a cura di Stefano Castelli, colora i candidi e raffinati spazi di via Tadino 22 e sarà visitabile fino al 5 maggio.

Pietro Spirito, classe 1981, propone in questa esposizione una personale analisi del fenomeno digitale, indagandolo però attraverso i mezzi canonici della pittura. Tale binomio genera nell’osservatore un senso di ambiguità: in prima battuta le opere sembrano unicamente create a computer, ma dopo un primo sguardo l’occhio è attirato dalla corposità della pittura, che si staglia sulla superficie piatta, emergendo con tutta la sua carica espressiva.

Le opere in mostra sono caratterizzate da due elementi: una griglia colorata che fa da sfondo e conferisce stabilità alla composizione, stabilità che viene tuttavia intaccata da linee irregolari, interventi liberi che spezzano la struttura. Due sono anche i momenti compositivi che generano ogni “arcade painting”: il primo è la creazione dell’immagine in formato digitale, il secondo consiste nella trasposizione del prodotto sulla tela in modo totalmente manuale. La trasposizione crea delle leggere incongruenze, delle increspature nella perfezione della macchina, fatte di gestualità e spessori che solo l’intervento umano può generare.

“In questi dipinti, la pittura è piuttosto un simbolo, un’invocazione; è lo strumento con cui si pratica una riumanizzazione dell’estetica digitale. Più che la manualità in sé e per sé, l’utilizzo della pittura evoca qui il gesto umano, la presenza di un utilizzatore consapevole del mezzo.”

Le opere mostrano esattamente ciò che tutti noi possiamo vedere su un qualsiasi schermo quando lavoriamo con un programma di elaborazione immagini, quindi le riconosciamo, ci sono note, rivediamo in esse il mondo in cui viviamo. Cionondimeno i rimandi alla storia dell’arte contemporanea sono numerosi e perfettamente integrati tra loro: troviamo l’austera e piatta griglia modernista, l’ambiguità tra immagine a stampa e pittura di artisti pop come Roy Lichtenstein, ma allo stesso tempo anche segni simili a graffiti che richiamano l’ibrido tra pittura e scrittura di Cy Twombly.

Di fronte ad opere astratte spesso diamo per certa una relativa semplicità di composizione, una facilità associata all’assenza di figure. L’opera astratta è invece incredibilmente interessante: ci rappresenta senza delineare nessuna figura. Attraverso l’astrazione Pietro Spirito ha trovato un nuovo modo per esprimere se stesso e in parte anche tutti noi.







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