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PAVIA: IL RITORNO DEI LONGOBARDI

Data pubblicazione : 06/09/2017     
Autore : Bruna Meloni



Popolo fiero e bellicoso, quello dei Longobardi. Fin dal I secolo vivevano lungo il corso inferiore dell'Elba; travolti più' tardi dagli Unni, migrarono lentamente verso sud-est. In parte pagani, in parte ariani, sotto il re Alboino batterono i Gepidi con l'aiuto degli Avari ma, per la difficolta' di convivenza con questi ultimi (più' forti ed aggressivi) migrarono in massa verso l'Italia bizantina anche se contro la volonta' dell'Imperatore Giustiniano che ne aveva riconosciuto lo stanziamento in Pannonia.

Pavia, che nel 571 cadde dopo un lungo assedio, venne eletta a capitale. Il regno dei Longobardi, territorialmente e politicamente incoerente, mantenne, soprattutto all'inizio, il carattere di occupazione militare da parte di una casta guerriera privilegiata senza riuscire ad assumere quella di un vero Stato. Duro' dal 568 al 774 provocando in sostanza la definitiva rottura dell'unita' d'Italia e ritardandone sotto molti aspetti il progresso civile. I longobardi, travolti dai Franchi di Carlo Magno dovettero abbandonare il Nord Italia e trovarono una nuova identita' nel Meridione. L'impresa fu lunga e laboriosa ma diede vita ad un Ducato, quello di Benevento, che aveva la sua forza anche grazie ad altri centri come Capua e Salerno.


La mostra al Castello Visconteo di Pavia dal titolo “Longobardi: un popolo che cambia la storia” ci racconta molto di queste vicende attraverso monili, armi, frammenti di marmi e codici miniati. Oltre 300 opere provenienti da più di 80 Musei ed enti prestatori italiani e stranieri ci svelano la grande storia dei Longobardi. Un viaggio attraverso i momenti cruciali della saga longobarda reso ancora più unico dagli approfondimenti multimediali che accompagnano il visitatore in mostra: ologrammi, video e touchscreen.

I numeri ci aiutano a capire l'entita' della mostra: oltre 300 le opere esposte; più di 80 i musei e gli enti prestatori; oltre 50 gli studiosi coinvolti nelle ricerche e nel catalogo edito da Skira; 32 i siti e i centri longobardi rappresentati in mostra; 58 i corredi funerari esposti integralmente; 17 i video originali e le installazioni multimediali (touchscreen, oleogrammi, ricostruzioni 3D, ecc.); 3 le cripte longobarde pavesi, appartenenti a soggetti diversi, aperte per la prima volta al pubblico in un apposito itinerario; centinaia i materiali dei depositi del MANN vagliati dall’Università Suor Orsola Benincasa, per individuare e studiare per la prima volta i manufatti d’epoca altomedievale conservati nel museo napoletano.


“La grande mostra del Castello Visconteo
- ci dice il sindaco di Pavia Massimo Depaoli - vuole guidare questo itinerario di approfondimento, unita a un ricco programma di attività collaterali che nell’intero anno 2017 intendono accompagnare Pavia alla riscoperta di un capitolo importante della sua storia, suscitando momenti di discussione pubblica su quanto quella vicenda ha significato nel più ampio contesto nazionale ed europeo”.

Ed ecco gli altri siti della Pavia Longobarda da non perdere assolutamente;

Sezione Longobarda dei Musei Civici. Il nostro consiglio: ammirate
- i due finissimi plutei di Santa Maria Teodote
- le oreficerie
- le epigrafi funerarie di illustri personaggi pavesi (sovrani, nobili e badesse)

Le cripte. Vi suggeriamo di visitare
- la cripta di Sant'Eusebio
- l'ex monastero di San Felice
- la chiesa di San Giovanni Domnarum

Basilica romanica di San Michele Maggiore edificata originariamente come cappella palatina longobarda e luogo solenne di incoronazione regale per i sovrani longobardi e di quelli italici

Basilica romanica di San Pietro in Ciel d'Oro
che custodisce le spoglie di Sant'Agostino traslate a Pavia dal re longobardo Liutprando. Lo stesso sovrano trovò sepoltura all'interno della basilica





ATLANTE LEGGENDARIO DELLE STRADE D'ISLANDAUN'ESTATE DA FESTIVAL (...LETTERATURA)