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PANACEA - HUGO WILSON

Data pubblicazione : 19/03/2018     
Autore : Alice Civai


L’analisi e la registrazione della società e del contesto in cui viviamo assieme al superamento di vecchi schemi e alla reinterpretazione dei capolavori dei grandi maestri sono da sempre temi cari agli artisti, che, attraverso le loro opere, consegnano alla storia una lettura stringente e profonda del loro periodo. Questi aspetti li possiamo trovare in opere di ogni epoca: Edgar Degas raccontò la società parigina della seconda metà del 1800, Andy Warhol divenne uno dei più influenti artisti del XX secolo tramite la rappresentazione degli Stati Uniti anni Sessanta, Paolo Veronese nel 1573 affrontò la tematica dell’Ultima Cena in modo del tutto innovativo collocando la cena in un sontuoso palazzo ispirato alle forme palladiane e popolando la scena di armigeri, bambini, paggetti e giullari, creando grande scandalo e sbigottimento nei suoi contemporanei.

Hugo Wilson (Londra, 1982), uno dei più promettenti giovani artisti del Regno Unito, basa il suo lavoro proprio su questi temi cardine della storia dell’arte, fornendo un’interpretazione del tutto particolare del mondo odierno. Il pubblico milanese ha occasione di scoprire le sue opere grazie alla mostra PANACEA, allestita negli spazi della ProjectB Gallery (via Maroncelli 7) fino al 14 aprile.

“Panacea” è la terza personale di Wilson alla ProjectB Gallery e per l’occasione presenta dieci opere, tra olii e carboncini di varie dimensioni. Tramite i lavori esposti ci troviamo immersi nel suo personalissimo mondo, un mondo composto da diverse fonti e diversi stimoli: tra forme in bilico fra astrazione e figurazione, tra colori sgargianti, toni delicati e profondi carboncini, tra contorni netti e altri sfuggenti, appaiono nelle sue opere soggetti decontestualizzati, riferimenti ai Maestri e ai capolavori della storia dell’arte così come immagini tratte da You Tube e video games.

L’artista nelle sue opere reinterpreta il proprio bagaglio culturale, ripensa i simboli del nostro contesto e allo stesso tempo fornisce una personale istantanea del mondo contemporaneo nell’intento di provocare la rottura di schemi mentali e interpretativi che - più o meno consapevolmente - ci ingabbiano, offrendo a noi spettatori una chiave di lettura alternativa a ciò che ogni giorno ci circonda.

Tramite la manipolazione di immagini e della loro percezione, Hugo Wilson gioca e sfida il pubblico a seguirlo nella sua personale interpretazione del mondo offrendo, a chi è disposto a seguirlo, una via di fuga, un rimedio - o meglio una Panacea - alle categorizzazioni che spesso ci tengono sotto scacco.





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