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Palazzo Citterio verso la grande Brera

Data pubblicazione : 20/04/2018     
Autore : Bruna Meloni



Il piccolo palazzo Citterio (via Brera 12-14) già Furstenberg, poi Rosenberg Colorni, risale al 1764, ma ha subito cambiamenti nell’ottocento e ricostruzioni e aggiunte dopo la seconda guerra mondiale. Fu acquistato dallo stato nel 1972 poiché, grazie alla continuità spaziale fra il palazzo di Brera e quello Citterio attraverso il giardino di quest’ultimo e l’orto botanico si presentava come il candidato ideale per risolvere i problemi di spazio della Pinacoteca di Brera e dei suoi uffici. Tra l’altro nelle sale di palazzo Citterio era esposta la famosa collezione di Emilio Jesi. Franco Russoli, soprintendente di Brera dal 1977 al 1984, aveva fortemente sostenuto il recupero del palazzo con l’idea che Palazzo Citterio dovesse diventare la sezione moderna e contemporanea della Pinacoteca di Brera dando vita cosi' alla “Grande Brera”.

Ci sono voluti quarant’anni e 23 milioni di euro, ma il gran giorno è arrivato e mercoledì è stata messa la parola fine ai lavori di Palazzo Citterio, l’edificio che, unito alla Pinacoteca, andrà a costituire la “Grande Brera”. Dal 18 al 20 aprile, dalle 17.30 alle 20, e' aperto al pubblico con visite guidate per tutti i milanesi che desiderino curiosare prima dell’apertura definitiva fissata per il prossimo novembre con una mostra organizzata dal direttore della Pinacoteca di Brera James Bradburne.


La parte più spettacolare del restauro dell’edificio è il sotterraneo progettato da James Stirling: da solo conferisce carattere all’intero museo e ne è diventato l’immagine simbolo. Da qui, attraverso una scalinata. si arriva alle sale bianche Beaubourg-like con i tubi a vista nel soffitto; infine, con un altro cambio stilistico, si procede nelle stanze storiche con stucchi, parquet e anche una grande stanza da bagno in marmo rosa. Il curatissimo giardino, con la ‘Collina di Ermes’ su progetto di Attilio Stocchi e il ‘muro longobardo’ di Paladino funge da fondale, affaccio e tramite naturale verso Brera e l’Orto botanico. Così i due palazzi vanno a riunirsi, come era l’intenzione iniziale.

Il cantiere si mostra e si racconta in un libro Palazzo Citterio verso la Grande Brera, a cura di Antonella Ranaldi, Paolo Savio, Annamaria Terafina con i testi di Carla Di Francesco, Caterina Bon Valsassina, Alberto Artioli, Amerigo Restucci, Giovanni Carbonara, Antonella Ranaldi, e la cronologia di Annamaria Terafina. Il volume e' edito dalla casa editrice Skira ed e' stato presentato proprio a Palazzo Citterio nel primo dei tre giorni di apertura.

Una mostra con le fotografie di Maurizio Montagna, accompagna le visite al palazzo a documentare il prima e il dopo lavori e tracciare l’ultimo atto di un difficile e tormentato percorso.





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