• MW SUGGESTIONS •

OLI' BONZANIGO - PIOGGIA SECCA

Data pubblicazione : 26/06/2017     
Autore : Alice Civai


Scriveva Georges Perec: “Quando niente arresta il nostro sguardo, il nostro sguardo va molto lontano. Ma se non incontra niente, non vede niente; non vede quel che incontra: lo spazio è ciò che arresta lo sguardo, ciò su cui inciampa la vista: l’ostacolo”.

La percezione e l’indagine dello spazio sono due elementi fondamentali per approcciarsi al lavoro svolto da Olì Bonzanigo, presentato nella Project Room della galleria d’arte contemporanea Viasaterna - via Leopardi 32. La mostra PIOGGIA SECCA è il secondo capitolo di una serie di mostre curate dalla galleria e dedicate alla presentazione del lavoro di giovani artisti emergenti e rimarrà aperta fino al 21 luglio. Contestualmente in galleria si potrà ancora ammirare la mostra fotografica di Takashi Homma “La città narcisista” , prorogata fino al 21 luglio.

La Valle del Draa ospita un antico villaggio e l’ultima oasi verde del Marocco, in cui sorgono rigogliosi i palmeti e le angurie crescono a distese; un paradiso naturale oggi messo in pericolo dall’eccessivo sfruttamento del territorio. Sono questi elementi fondamentali per la definizione e la comprensione delle opere di Olì Bonzanigo, classe 1989, da sempre interessata allo studio della materia e i suoi cambiamenti quando posta in relazione con spazio e tempo, ha inoltre esteso le sue indagini alla relazione tra uomo, il territorio e le sue risorse compiendo una serie di viaggi e trasferendosi nel 2015 in Marocco nel villaggio della Valle del Draa.

Nell’oscurità della stanza della galleria, resa buia da una tenda di tessuto grezzo, emergono due misteriosi oggetti, presenze ambigue rese visibili unicamente dalla luce emessa da due sottili neon che calando dal soffitto come gocce di pioggia, sfruttano il bianco delle superfici per delineare le forme, le profondità e le consistenze presenti.

La luce modella e definisce le due opere in mostra: la prima, una fusione in bronzo a cera persa che replica un’anguria tramutata, sfigurata dall’estrazione della sua polpa e dall’essiccazione effettuata secondo un meticoloso procedimento che comporta l’esposizione del frutto all’azione del tempo e degli agenti atmosferici per quarantacinque giorni. La seconda opera è una tela di lino grezzo ricamata tono su tono che si propone come mappa fisica e mentale di un territorio circoscritto e complesso.

Lavorazione e ricerca si fondono assieme in un prodotto artigianale di incredibile valore e qualità realizzato dall’artista in collaborazione con aziende storiche come la Neonlauro per le le lampade di Wood in vetro soffiato, la Fonderia Artistica Battaglia per la fusione in bronzo a cera persa e l’azienda di Salvatore Parlato per la tela in lino grezzo.

La Project Room di Viasaterna diviene un “vivaio artistico”, una fucina di idee di giovani che hanno molto da dire, linfa vitale per la cultura non solo locale o nazionale, ma anche internazionale: una strada che apre le porte e supera i confini, nuova e dinamica, in grado di adattarsi alla volubilità del mondo attuale poiché ne è parte intrinseca, uno sguardo verso il futuro.





DENTRO CARAVAGGIOLA RECENSIONE DI IL VESTITO DEI LIBRI DI JHUMPA LAHIRI