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NATALE IN CITTA': IL MUSEO BAGATTI VALSECCHI

Data pubblicazione : 29/12/2017     
Autore : Alice Civai


L’aria è frizzante e fredda, percorriamo via Montenapoleone tra il brulichio di persone, giocose luci colorate, sfavillanti vetrine e allegra musica in filodiffusione, fino a svoltare in via Gesù: siamo ancora al centro del movimento, ma in una posizione defilata, che ci restituisce calma e serenità. Al civico numero 5 si apre davanti a noi un portone che ci introduce in uno splendido cortile, un vero gioiello incastonato nel frenetico tessuto urbano milanese, una rarità nascosta che ci ricorda che Milano non è solo quella che vediamo al primo sguardo: oltre le vie e i celebri monumenti c’è una seconda città, più intima ed incredibilmente elegante, che si cela dietro pesanti porte di legno. 

Da questo cortile mozzafiato si accede al MUSEO BAGATTI VALSECCHI, una casa museo tra le più ricche e curate della città, frutto della lungimiranza, della passione e di una straordinaria vicenda collezionistica di fine Ottocento che vede come protagonisti due fratelli: i baroni Fausto (Milano, 1843 - 1914) e Giuseppe Bagatti Valsecchi (Milano, 1845 - 1934). 
L’antico palazzo apparteneva alla famiglia Bagatti Valsecchi da generazioni, ma è grazie all’opera dei fratelli Fausto e Giuseppe che si deve l’importante ristrutturazione che configura l’attuale stato della dimora. I baroni scelsero, in accordo con la cultura storicista dell’epoca, di riportare negli appartamenti di via Gesù uno stile perfettamente neorinascimentale. Questo “adattamento” si ravvisa dunque sia nelle opere di ristrutturazione che nell’esercizio collezionistico: la casa venne allestita con dipinti e manufatti d’arte applicata quattro-cinquecenteschi con l’intento di ricreare una dimora ispirata alle abitazioni del Cinquecento lombardo. 

La ristrutturazione e l’allestimento della dimora di famiglia divenne una delle occupazioni principali dei due fratelli, che si dedicarono con infinita passione a questo progetto: accuratezza, uniformità stilistica, cura del dettaglio, eleganza e ingegnosità sono i cardini della loro opera e saltano immediatamente agli occhi di ogni visitatore; ogni angolo, ogni oggetto o elemento d’arredo, ogni tappezzeria o suppellettile, sono armonizzati con il resto del palazzo, nulla è lasciato al caso. Nonostante la scelta dell’arredamento in stile neorinascimentale i due fratelli non si fecero mai mancare le comodità dell’epoca: la casa, già sul finire dell’Ottocento, era infatti una delle più moderne dell’epoca, dotata di tutti i comfort, dall’acqua corrente alla luce elettrica, per quanto questi elementi fossero abilmente celati alla vista.

Entrando in questa antica residenza si ha l’impressione di fare un salto a ritroso nel tempo, ma allo stesso tempo non manca la netta sensazione di essere accolti da una casa viva, che ha ospitato diverse generazioni, adattandosi alle loro esigenze e venendo così vissuta a pieno da tutti i suoi inquilini, infatti le stanze del palazzo di Fausto e Giuseppe vennero abitate dai loro eredi fino al 1974.

Nel 1974 Pasino, uno dei figli di Giuseppe e Carolina Borromeo, costituì la Fondazione Bagatti Valsecchi alla quale donò tutto il patrimonio dei propri avi. Il Museo Bagatti Valsecchi aprì dunque le porte ai primi visitatori nel 1994, prendendo nuovamente il posto che gli spetta nella vita culturale cittadina. Oggi appuntamenti musicali in collaborazione con l'Accademia Teatro alla Scala, pièce teatrali interpretate dai giovani attori della Scuola del Piccolo, conversazioni, incontri con personaggi del mondo della cultura, visite guidate, aperitivi, percorsi pensati appositamente per i bambini sono le principali iniziative portate avanti dal Museo in aggiunta ai consueti orari di apertura.

Il Museo Bagatti Valsecchi è uno scrigno ricco di oggetti e storie preziose collocato nel cuore di Milano, risulta quasi impossibile descriverlo al meglio in poche battute, ciò che vi invitiamo a fare è perciò di regalarvi in queste feste un’esperienza unica, andando a visitare le sue sale, sbirciando in ogni angolo, e scoprendo la sua incredibile storia. 





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