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Maurits Cornelis Escher

Data pubblicazione : 05/08/2016     
Autore : Bruna Meloni


Incisore, intellettuale e matematico, Maurits Cornelis Escher (1898- 1972), il poliedrico genio olandese che con la sua arte visionaria ha incantato anche grafici e scienziati, approda finalmente a Milano con una grande retrospettiva di oltre 200 opere. La mostra, promossa dal Comune di Milano - Cultura, è prodotta e organizzata da Palazzo Reale, Arthemisia Group e 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, in collaborazione con la Escher Foundation, ed è curata da Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea.

La sua arte si è trasformata in scatole da regalo francobolli e biglietti d’auguri; è entrata nel mondo dei fumetti, è finita sulle copertine degli LP di noti gruppi come i PinkFloyd; le sue strutture impossibili sono usate per alludere a situazioni paradossali e per stupire con architetture, nella realtà, irrealizzabili. Incisioni come "Relatività (o Case di Scale)" si ritrovano nel turbinio di rampe che vedono di volta in volta prima Mickey Mouse e poi i Simpson perdersi nel mondo di Escher. Situazioni escheriane sono mpiegate in clip pubblicitarie come quella dell’Audi del 2007 basata su stampe famose come “Cascata” . "Mano con Sfera Riflettente", "Altro mondo" e "Belvedere" sono utilizzati da Illy Caffè in una pubblicità del 2006. Nel film fantastico "Labyrinth" del 1986 con David Bowie, prodotto da George Lucas, una scena è costruita sull’immagine di "Case di scale". Anche le celebri rampe fatate del Castello di Hogwarts nella saga di Harry Potter sono la trasposizione dinamica di quest’opera, ripresa perfino in una delle scene più strabilianti di Una notte al museo III e nella pubblicità di Sky.

Artista complesso, Escher attinge a piene mani ai vari linguaggi fondendoli in un nuovo intrigante percorso che costituisce un unicum nel panorama della storia dell’arte. A lui si deve l´ampliamento dell´immaginario di tutti coloro che hanno potuto entrare in contatto con i suoi lavori, in cui tutto è connesso: scienza, natura, rigore analitico e capacità contemplativa. L´arte di Escher non accusa dunque i segni del tempo, sebbene siano trascorsi quarantaquattro anni dalla scomparsa dell´artista, e le sue opere sembrano quasi il manifesto "pop" di quest´epoca dominata dalla tecnologia digitale. Anche per questo, la mostra approda a Milano dopo il grande successo delle mostre a lui dedicate a Roma, Bologna e Treviso, che hanno totalizzato 580.000 visitatori e scalato le classifiche delle esposizioni più amate e seguite dal pubblico.

Nella mostra a Palazzo Reale le 200 opere sono suddivise in sei sezioni, tutte estremamente interessanti:
• La formazione: l’Italia e l’ispirazione Art Noveau
• Dall’Alhambra alla tassellatura
• Superfici riflettenti e struttura dello spazio
• Metamorfosi • Paradossi geometrici: dal foglio allo spazio
• Economia escheriana ed eschermania

A Palazzo Reale fino al 22 gennaio





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