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MATTEO NEGRI - 17 SCULTURE A COLORI

Data pubblicazione : 30/03/2017     
Autore : Alice Civai


Tra gli anni Sessanta e Settanta in America si sviluppò un movimento artistico, il Minimalismo, che proponeva un’arte fatta di forme prime, materiali industriali e oggettività, da poter utilizzare in modo seriale e che allo stesso tempo fossero una sintesi tra architettura, pittura e spazio circostante. L’opera presentata da Matteo Negri presso la galleria Lorenzelli Arte si pone in certa misura in un rapporto di continuità con l’arte Minimalista, ampliandone però il campo d’indagine. La mostra, 17 SCULTURE A COLORI, presenta due installazioni pensate appositamente per gli spazi di corso Buenos Aires 2, e sarà aperta fino al 6 maggio.

Matteo Negri propone dunque due gruppi di opere, per un totale di diciassette sculture, come enunciato dal titolo della mostra, tramite le quali indaga la percezione dello spazio e della realtà. Nella prima sala troviamo il gruppo “Kamigami”: tredici sculture a parete formate da superfici tonde, forate, verniciate e ricoperte da acciaio. L’area chiusa delle opere contrasta con i materiali riflettenti e con i fori, che pongono un forte interrogativo sulla loro effettiva finitezza.
Il secondo ambiente è invece dedicato all’installazione dal titolo “Piano Piano”: quattro strutture autoportanti composte dall’intreccio di piani ortogonali in vetro e acciaio. Anche in questo caso l’artista si concentra sull’analisi e la discussione dello spazio che, riflesso dalle superfici lisce, crea innumerevoli realtà e infinite potenzialità visuali. Viene inoltre incluso in questo gruppo anche il rapporto con la natura: lo spettatore, riflettendosi nell’opera, si trova in determinati punti inaspettatamente affiancato da piccole scimmie. Le immagini animali (apposte come stencil alle pareti della sala) appaiono nel nostro piano della realtà senza preavviso, creando un deciso effetto di straniamento.

Entrando negli ampi spazi della galleria si ha quasi la sensazione di trovarsi un mondo parallelo, fatto di forme riconoscibili ma che rimandano a visioni diverse da quelle a cui siamo abituati. Lo sguardo rimbalza tra intersezioni e rifrazioni, l’occhio rincorre i volumi e i colori che, dialogando con lo spazio circostante, ci portano inevitabilmente a ragionare sulla nostra percezione della realtà. La galleria si apre, si trasforma, e da spazio finito diviene modello universale: l’indagine condotta dall’artista tramite queste diciassette sculture colorate travalica i limiti dello spazio espositivo, aspira a divenire un nuovo modo di osservare la realtà circostante, ivi come in qualsiasi altro luogo.

“17 sono le sculture colorate, niente di più semplice niente di più difficile” - Matteo Negri
L’opera d’arte contemporanea va guardata senza pregiudizi, lasciando alle spalle l’idea di “bello”, va guardata aprendosi alla visione dell’autore: si rimarrà stupiti da quanta profondità e quante differenti realtà si possano celare anche dietro semplici superfici lisce.







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