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LE VIBRAZIONI DI ELENA SCHELLINO

Data pubblicazione : 15/01/2016     
Autore : Bruna Meloni


A prima vista le grandi tele quadrate dipinte da Elena Schellino potrebbero sembrare semplicemente dei classici esempi di Action Painting: ma, osservando le opere con maggiore attenzione, affiora la sensazione che si tratti anche, o forse soprattutto, di altro.
Innanzitutto ci sono forme e figure ricorrenti: cerchi e spirali. E poi la trama dei segni sulla tela è abbastanza precisa e rarefatta, il fondo è la tela bianca e dunque è facile vedere, percepire, intuire, ricostruire la sequenza dei gesti che ha prodotto quei segni.

Ricercatrice, viaggiatrice, danzatrice, artista, transpersonal healer Elena Schellino nasce a Lecco nel 1971. Diplomata in Teatro Danza presso la Civica Scuola di Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano, prosegue gli studi nelle Terapie Espressive conseguendo il diploma di Danza MovimentoTerapia presso Art-Therapy Italiana e di Art-Psycotherapyst, GoldSmiths’ College Università di Londra.
Dopo alcune esperienze lavorative di ricerca e di pratica nell’ambito del movimento con bambini e adulti da più di 20 anni segue un cammino personale di ricerca interiore e consapevolezza che la porta ad incontrare e ricevere insegnamenti ed iniziazioni da grandi maestri sia in occidente che in oriente, conseguendo diversi diplomi.

Circa quattro anni fa inizia a rendere materia alcuni atti sciamanici utilizzando tele, cristalli e colori immergendosi in una nuova forma d´espressione che – ci racconta - la sorprende e la travolge ogni volta. Nasce qui la nuova vocazione di questa talentuosa e poliedrica artista che recentemente abbiamo potuto ammirare in una personale -“Vibrazioni” - presso la galleria Spazio Libero, organizzata da Zamenhof Art, in cui sono state presentate una ventina di opere astratte-informali in cui l’artista lecchese, forte della sua formazione tra teatro-danza ed esperienze di meditazione, utilizza un approccio al gesto pittorico vissuto come una vera e propria danza sciamanica.

I movimenti da lei creati disegnano una danza circolare, a spirale, che ricorda la danza ipnotica dei Dervisci Rotanti, ma anche i gesti di monaci che costruiscono, pregando, mandala. E tutto cio’ si rivela avere valenze che vanno al di là della pittura: valenze sacrali ancor più che estetiche. Trascendentali.
Il segno sulla tela rievoca il gesto che lo ha prodotto e quel gesto è una danza sciamanica che attraverso la ripetizione, il cerchio e la spirale mette in relazione profonda il soggetto e l’oggetto, il dentro e il fuori, l’Uno e il Tutto, l’Uomo e l’Universo. E lo Spettatore di colpo diviene Attore: colui che guarda diviene colui che ripete inconsciamente la danza che ha prodotto quello che sta guardando.





I SUOCERI ALBANESI SBARCANO AL TEATRO CARCANO Lila