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LE SIGNORE DI BOLDINI PROTAGONISTE DI UNA MOSTRA ALLA GAM

Data pubblicazione : 16/03/2018     
Autore : Bruna Meloni



Strano destino quello di Giovanni Boldini, praticamente l'inverso di quello della maggior parte degli artisti del suo tempo.
Il successo che gli arride poco dopo l’esordio e’ folgorante: compensi da vertigine, accoglienze calorose nei salotti e nelle mostre, amicizie di personaggi come Verdi, Rothschild, Wildenstein e la ben nota fortuna con le signore, non certo per la sua prestanza - era basso, deforme, dispettoso e di carattere invidioso - ma per riflesso delle doti artistiche e mondane. La critica lo acclama, a cominciare da quella dei vecchi amici fiorentini che gli restano fedeli soprattutto per lo spirito antiaccademico. Signorini intuisce che Boldini non e’ soltanto un verista ma un approfonditore della figura umana, Martelli sembra addirittura lanciare un messaggio ai posteri ”guardate e accettate Boldini per quello che e’, non per quello che vorreste fosse stato”. Gli altri macchiaioli, in verita’, si limitano a registrare l’ottima sorte dell’emiliano, fra ammirati e invidiosetti.

Alcuni francesi gli dimostrano una comprensione forse maggiore: sono Degas, Helleu, Sem, il sofisticato Montesquiou e l’estrosa Colette.
Ma ormai all’inizio del nuovo secolo (il Novecento) la critica ufficiale sia italiana che francese inizia a prendere le distanze dall’artista di Ferrara. Piu’ in la del mestiere - che riconosce strabiliante - riesce a scorgere soltanto “leziosaggine” e bolla il nostro artista con la qualifica di “desabilleur” e “chic”.
Ci vorranno molti anni prima che venga riconosciuto il valore del suo macchiaiolismo riconoscendo che sulle critiche negative aveva influito piu’ che il suo mestiere di artista la sua nomea di persona frivola, salottiera, cosi’ poco impegnato da ignorare le nuove correnti cubiste, fauve, ecc,. Si accetta dunque che Boldini possa aver mirato ad una via diversa da quelle battute dagli innovatori piu’ accreditati.


La mostra “I ritratti di Signora” di Giovanni Boldini che apre oggi e’ una tappa del palinsesto “Novecento Italiano” che traccia lungo tutto il 2018 un percorso in città alla scoperta dei protagonisti culturali del secolo scorso e celebra la bellezza femminile vista dagli occhi dell’artista emiliano.
I visitatori della GAM - Galleria d’Arte Moderna, potranno ammirare gratuitamente, nel percorso delle sale al primo piano, la mostra focus che espone alcuni capolavori di Boldini dedicati appunto alla figura femminile e realizzati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Trenta opere fra le quali spicca la straordinaria sequenza costituita dai tre grandi dipinti La contesse de Leusse, La passeggiata al Bois de Boulogne, che ritrae i coniugi Lydig, e la celebre Signora in rosa, ossia Olivia Concha de Fontecilla. Una galleria del bel mondo dell’epoca, figure femminili delineate con sciabolate di colori accesi, pennellate veloci e accostamenti dissonanti: ad avvicinarle è la esemplare affinità stilistica, che evidenzia l’elaborazione di un modello di ritrattistica ufficiale ma, come dicevamo prima, antiaccademica.

Ogni martedì, sabato e domenica, dalle ore 10,00 alle 17.00, giovani storici dell’arte dell’Universita’ Statale sono a disposizione per rispondere alle domande dei visitatori.





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