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LE MANIPOLAZIONI DI HEINZ HAJEK-HALKE ALLA GALLERIA SOZZANI

Data pubblicazione : 26/02/2016     
Autore : Bruna Meloni


La Galleria Carla Sozzani, in collaborazione con l´Archiv der Akademie der Künste di Berlino e con Eric Franck Fine Art di Londra, presenta per la prima volta in Italia una mostra di Heinz Hajek-Halke. Una selezione delle sue più straordinarie fotografie vintage, manipolazioni di forma, luce e movimento stampate tra gli anni Trenta e gli anni Settanta.

"Due aspetti difficili hanno sempre dominato il mio carattere: provocazione e curiosità; in termini più raffinati: una sete di conoscenza. E così sono diventato un fotografo a dispetto della pittura accademica, ma sono rimasto un pittore a dispetto della fotografia." diceva di se´ il grande fotografo nato a Berlino nel 1898.

Poco conosciuto al grande pubblico, è tra i pionieri della fotografia tedesca del XX secolo che hanno marcato con una forte personalità la trama del secolo scorso. Dopo aver trascorso l’infanzia in Argentina, nel 1911 torna nella sua città natale dove si ricongiunge con il padre Paul Halke, pittore e vignettista, suo primo maestro di disegno, e inizia a studiare arte presso l’Accademia di Belle Arti.
Dal 1923 lavora come fotoreporter per l’agenzia di stampa Press-Photo sperimentando, fin dai suoi esordi, diverse tecniche: fotomontaggi, doppie esposizioni, collage. Il fotomontaggio fu per lui soprattutto un mezzo per aprire alla tecnica fotografica "un´immensa possibilità di espandere i suoi mezzi di espressione artistica”.

La necessità di sperimentare, di ricercare nuove forme ricreando macrocosmi attraverso ingrandimenti di microcosmi, spinge Heinz Hajek-Halke a metà degli anni‘50 ad abbandonare la macchina fotografica e a concentrare il suo lavoro in camera oscura, seguendo le orme di Man Ray e László Moholy Nagy, dimostrando la validità della fotografia come mezzo espressivo nello sviluppo su carta di immaginari astratti. Con una serie di “incidenti guidati” attraverso reazioni chimiche di acidi, solventi o vernici su oggetti come vetri, stoffe, liquidi e plastiche, produce direttamente i negativi su vetro. Studia inoltre il movimento di strutture costruite con fili flessibili e il loro gioco di luci, attraverso il quale dà forma a figure, definite "Lichtgrafik" (grafiche diluce) dal critico e storico dell´arte tedesco Franz Roh.
Questa interessante retrospettiva ci da´ la possibilita´ di rileggere le fantastiche opere di questo artista della fotografia attraverso una selezione delle sue più´ straordinarie manipolazioni di forma, luce e movimento stampate fra gli anni Trenta e gli anni Settanta.

Heinz Hajek-Halke
Galleria Carla Sozzani
Corso Como 10, Milano
Fino al 3 aprile 2016 . Ore 10.30 – 19.30, mer e gio fino alle 21
Tel. 02653531 
www.galleriacarlasozzani.org





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