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LAURE PROUVOST E L´ATTESA DEL RITORNO DEL NONNO

Data pubblicazione : 03/11/2016     
Autore : Bruna Meloni


Tra le figure più interessanti della sua generazione, vincitrice del Turner Prize nel 2013, Laure Prouvost racconta storie complesse con humor surreale, inglobando nel proprio lavoro le modalità della comunicazione contemporanea contraddistinta da una proliferazione e da un costante consumo di immagini.


Prouvost si muove con ampia libertà tra diversi sistemi di rappresentazione, alternando da una parte la finzione, il non-senso, il mondo immaginario e onirico e dall’altra la realtà dell’esperienza quotidiana e delle sensazioni umane. I suoi progetti uniscono un’estetica naïf e bric-à-brac, oggetti ordinari, installazioni labirintiche e architetture instabili a un utilizzo elaborato della tecnologia.
La stessa attitudine con cui ha arrangiato il grande ambiente dell’Hangar Bicocca tenendo insieme un vecchio tinello dove viene servito il te, una stanza del karaoke, un negozio di parrucchiera per acconciature africane, video su monitor o su schermi giganti, quadri, sculture di ceramica, tappeti. Un miscuglio bislacco declinato appunto dalle forme dell’alta tecnologia a quelle del bric-à-brac.


Il filo che lega tutta questo progetto è la storia del nonno scultore, amico del celebre artista Kurt Schwitters,che un giorno, inoltratosi nel tunnel che stava scavando verso l’Africa, si è perso e non ha fatto più ritorno a casa. Nella speranza che un giorno il marito possa ritrovare la strada, la moglie ha cominciato a costruire con la nipote Laure un museo delle sculture del nonno andato via via trasformandosi come un labirinto di ricordi, oggetti, rimandi fuori
tema fino a includere anche lavori della stessa Laure. In questo caos di visioni e sensazioni, dove non c’è capo né coda e dove nemmeno ci sono significati ma solo suggestioni, si entra passando sopra una grossa lingua di gomma e sotto due seni di cartapesta che pendono dal soffitto: «Li ho messi lì come un richiamo erotico per indurre il nonno a tornare», spiega l’artista. «Come un fiore per le api. La lingua è invece un modo di inghiottire nel mio corpo tutti i visitatori».


Una delle opere più significative in mostra è The Wanderer , un’installazione che riproduce accuratamente il set di un negozio da parrucchiere e in cui è possibile accedere per guardare il video omonimo. L’opera è una delle sette parti di cui si compone The Wanderer, progetto che trasforma in immagini e sculture la surreale interpretazione de Le Metamorfosi di Franz Kafka realizzata dall’artista scozzese Rory MacBeth che ha tradotto il libro senza sapere il tedesco e senza l’ausilio di un vocabolario. La versione di Prouvost porta all’eccesso la confusione della traduzione, dando vita a una bizzarra narrazione in cui Gregor, il protagonista, si perde in un mondo assurdo e letteralmente capovolto, tra bunker e atmosfere da Guerra Fredda e il negozio per pettinature africane di sua madre.
Il tema dell’identitá é sostanziale anche nella genesi del personaggio del nonno che compare in diverse opere presenti in Pirelli HangarBicocca. Tra queste, il video che vede la sua prima apparizione I Need to Take Care of My Conceptual Grandad ,girato a Londra all’interno dello studio dell’artista John Latham a cui Prouvost aveva fatto da assistente per alcuni anni. Il nonno è presente anche nei video The Artist ,Wantee e Grandma’s Dream – quest’ultimo mostrato all’interno della camera da letto della nonna, un luogo fantastico tutto rosa in cui è più semplice sognare.





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