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LA SACRA CONVERSAZIONE

Data pubblicazione : 15/12/2017     
Autore : Bruna Meloni



Per celebrare i dieci anni dal primo appuntamento natalizio con l'Arte, il Comune di Milano ha scelto per il Natale 2017 un capolavoro di Tiziano; la maestosa pala d’altare “Sacra conversazione (Pala Gozzi)” proveniente dalla Pinacoteca Civica "Francesco Podesti" di Ancona, che e' visitabile, come sempre con ingresso libero, fino al 14 gennaio 2018. I visitatori sono ammessi in mostra in gruppi e accolti da storici dell’arte, coordinati da Civita, che faranno da guida nel percorso espositivo.

L'allestimento, curato dall’architetto Corrado Anselmi, consente di poter straordinariamente osservare non solo il capolavoro di Tiziano ma anche il retro della tavola. Una prospettiva inusuale, che ci permette di toccare quasi con mano l'importanza della materia da cui e' costituita l'opera osservando l’anima costruttiva della pala fatta di assi di legno rinforzate sul retro con centine costolate. Ed ecco la chicca; sul retro della tavola sono presenti alcuni schizzi a matita, in parte ombreggiati a pennello, realizzati dallo stesso Tiziano e raffiguranti varie teste, una delle quali potrebbe essere il bozzetto per il Bambino in una prima stesura del dipinto. La possibilità di ammirare anche il retro della grande pala d’altare ci consente cosi' di scoprire come venivano realizzate nel Cinquecento queste opere che tanta importanza e diffusione hanno avuto nella storia dell'arte del nostro Paese.


La Sacra conversazione e' un olio su tavola di 312 x 215 cm e fu dipinta nel 1520 dall’allora trentenne Tiziano per il mercante di Dubrovnik Alvise Gozzi e destinata all’altare principale della chiesa di San Francesco ad Alto ad Ancona. E' il primo dipinto firmato e datato di Tiziano a noi noto: in un cartiglio centrale in basso si legge infatti ALOYXIUS GOTIUS RAGOSINUS / FECIT FIERI / MDXX / TITIANUS CADORINUS PINSIT.

La Madonna con il Bambino e' rappresentata in un cielo di nuvole infuocato dalla luce magica del tramonto mentre, in basso, San Francesco, a cui era dedicata la chiesa che ospitava la pala, e San Biagio, protettore della città dalmata che indica al committente inginocchiato l’apparizione celeste, contemplano, sbigottiti, la visione. Immerso in una calda luce reale, un paesaggio irripetibile dove spiccano in primo piano le relazioni visive tra i personaggi: ognuno guarda qualcuno sino ad arrivare al Bambin Gesù che a sua volta punta lo sguardo sull’esterno, sullo spettatore, chiamato così ad essere parte attiva dell’opera stessa. Sullo sfondo della rappresentazione e' ben visibile il bacino di San Marco.

Uno straordinario impianto di illuminazione che utilizza la tecnica della luce miscelata ottenuta componendo luci calde e fredde favorisce una visione estremamente brillante dei colori valorizzando ancor più' il capolavoro.





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