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LA FIGURA FEMMINILE IN MOSTRA A PALAZZO VIANI DUGNANI

Data pubblicazione : 07/04/2017     
Autore : Bruna Meloni



Punto cardine del patrimonio artistico locale, il Museo del Paesaggio di Verbania raccoglie le più' importanti collezioni di scultura e pittura del territorio. Antonio Massara, letterato di cultura popolare, lo fondo' nel 1909 con l'intento di valorizzare le bellezze paesaggistiche del Verbano attraverso l’arte. Il Museo e' dislocato in tre sedi: Palazzo Viani Dugnani, Palazzo Biumi Innocenti e Casa Ceretti.
Ed e' proprio a Palazzo Viani Dugnani, riaperto il 4 giugno 2016 dopo due anni di chiusura con la grande mostra dedicata allo scultore Paolo Troubetzkoy :che ha luogo la bella mostra di cui vi parliamo oggi.
Mentre le opere di Troubetzkoy, artista russo di grande rilievo nella storia di Verbania, sono allestite al piano terra, con questa nuova mostra riapre al pubblico il piano nobile. L'esposizione I Volti e il Cuore. La figura femminile da Ranzoni a Sironi e Martini raccoglie circa ottanta opere selezionate fra quelle custodite dal Museo e integrate da opere di Sironi provenienti dalla raccolta Isolabella e da quella di Cristina Sironi, sorella dell'artista.


Visitando la mostra si incontrano una varieta' di figure femminili scolpite o dipinte da grandi maestri nelle varie trasformazioni che hanno segnato il passaggio fra l'Ottocento e il Novecento. Il percorso espositivo di grande interesse e fascino, e' suddiviso in undici sezioni tematiche.

Si inizia con i ritratti femminili di Daniele Ranzoni, esponente di spicco della scapigliatura ben rappresentata soprattutto nel celebre quadro “Ritratto della Principessa Margherita di Savoia” per continuare con sei sezioni iconografiche:
I luoghi della vita rappresentano quei luoghi quotidiani e domestici dove le donne sono solitamente rappresentate nel realismo della seconda meta' nell'Ottocento.


Gli affetti con, tra gli altri, il bellissimo quadro di Ambrogio Alciati “Il Convegno”.
Figure della storia ricordiamo che il Romanticismo amava le eroine e le figure femminili piene di pathos come la “Beatrice Cenci” che ha ispirato il Ranzoni.
La religione con una delicata “Vergine di Nazareth” scolpita da Giulio Branca.
Il lavoro con belle rappresentazioni di donne al lavoro nei campi o sul lago.
Il nudo interpretato secondo le varie correnti pittoriche di fine Ottocento.
La mostra prosegue con una sezione dedicata a due artiste da riscoprire, come la simbolista Sophie Browne e Adriana Bisi Fabbri, protagonista nel 1914 del gruppo futurista “Nuove Tendenze”
L'esposizione si chiude con le ultime tre sezioni dedicate a tre grandi Maestri del Novecento: Arturo Martini, Mario Tozzi e Mario Sironi.

Museo del Paesaggio di Verbania fino al 1 ottobre.





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