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L'ARCHITETTURA DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA

Data pubblicazione : 23/01/2017     
Autore : Alice Civai


 
Il Duomo a Milano, la Tour Eiffel a Parigi, la Statua della Libertà a New York, l'Opera House a Sydney, il Big Ben e il London Eye a Londra, il Guggenheim Museum a Bilbao: tutte le città del mondo sono rese tanto uniche quanto riconoscibili da grandi opere architettoniche che rimangono impresse nella memoria di chiunque. L'architettura, in effetti, è la forma d'arte che più è in grado incidere sulla società, lasciando una testimonianza di grandezza. Ma quante persone conoscono gli ideatori di tali opere?

Mario Sironi nel 1929 dipinse “I Costruttori”, opera peraltro conservata al Museo del 900 di Milano, portando per una volta al centro dell'attenzione gli architetti e non le architetture. Quasi novanta anni dopo lo SpazioFMG per l'Architettura decide di celebrare i suoi primi dieci anni di vita compiendo un'operazione simile a quella condotta da Sironi, con l'allestimento della mostra “CONTROCAMPO. Gli architetti italiani ci mettono la faccia”, aperta fino al 17 febbraio in via Bergognone 27.


Presentando al pubblico più di duecento scatti che ritraggono architetti italiani contemporanei, CONTROCAMPO cambia il soggetto, evolvendo ed amplificando l'idea espressa da Sironi nella sua tela: disegni, progetti e plastici cedono il passo alla presentazione dei loro ideatori, ai loro volti e alle loro storie. 
Le foto, poste una affianco all'altra e posizionate su quattro file, ricoprono le pareti dello spazio espositivo, andando a creare una sorta di grande istantanea di gruppo che parla di un'Italia viva, dinamica e propositiva. Al centro della sala, su un tavolo lungo nove metri, sono disposti quasi duecento libri: ogni architetto ha infatti indicato ai curatori Luca Molinari e Alessandro Benetti un testo per lui particolarmente significativo. I volumi vanno così a creare un secondo paesaggio, fatto di pensieri e parole che stimolano le riflessioni degli architetti italiani.

Non ci sono termini migliori per descrivere l'operazione eseguita se non quelli usati dal curatore Luca Molnari: “Non crediamo che l'architetto debba essere un personaggio da copertina, ma crediamo nel profondo valore civile del lavoro che svolgono ogni giorno i migliori professionisti della nostra disciplina, nel backstage dell'opera architettonica che è fatto di lavoro quotidiano, complessità logistiche, dialogo e mediazione con i tanti altri attori coinvolti nel progetto.”


La mostra, che ha inoltre tra i suoi obiettivi la formazione e la stimolazione degli architetti italiani, fa da sfondo a una serie di incontri dedicati alle questioni più attuali legate al tema e, al termine dell'evento, donerà i volumi raccolti alla Biblioteca di Architettura di una Università italiana.

Così come le opere architettoniche non interessano unicamente la sfera degli specialisti ma tutta la cittadinanza, CONTROCAMPO trasforma l'evento espositivo in spunto per un interessante ragionamento che non deve coinvolgere solo gli “addetti ai lavori” ma tutti noi.





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