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IO NON AMO LA NATURA

Data pubblicazione : 03/07/2017     
Autore : Alice Civai



La Pop Art è uno dei più noti e conosciuti movimenti artistici di sempre. Quando si parla di Pop Art la prima cosa che, giustamente, ci viene in mente è Andy Warhol, artista in grado di rendere famosa a livello mondiale e in modo duraturo questa forma d’arte; ma quanti sanno che il movimento ebbe le sue prime espressioni in Gran Bretagna e in quanti penserebbero al termine “Pop Art” se citassi artisti come Roy Lichtenstein, James Rosenquist o Tom Wasselman? Ma soprattutto, ed è quello di cui parleremo oggi, in quanti conoscono la declinazione italiana della Pop Art?

Fino al 22 ottobre a Cuneo, nello splendido contesto del Complesso Monumentale di San Francesco, si tiene un’importante esposizione dedicata alla Pop Art italiana dal titolo IO NON AMO LA NATURA. La mostra, organizzata dalla Fondazione CRC per festeggiare i sui 25 anni, presenta una selezione di 50 opere provenienti dalla GAM di Torino in grado di creare un excursus intorno alla declinazione italiana della corrente Pop.


Sarebbe scorretto parlare di una vera e propria vena Pop nell’arte italiana, ciononostante nei primi anni sessanta, in corrispondenza con l’esplosione del fenomeno americano, si ravvisa sul suolo nazionale, da parte di alcuni artisti, una spiccata attenzione verso immagini o scritte provenienti dal contesto urbano e dell’informazione di massa. I fulcri principali di questa nuova temperie furono le città di Roma e Torino, in cui diversi artisti abbracciarono la sperimentazione e la ricerca in tal senso, dando vita a differenti prolifiche coniugazioni di stile e ad un ampio ventaglio di proposte artistiche.

La rinnovata attenzione della critica verso la l’arte Pop italiana, la cura e la lungimiranza che negli anni la GAM di Torino ha avuto verso le acquisizioni, unitamente al prezioso interesse verso la promozione dell’arte e della cultura della Fondazione CRC, hanno reso possibile quest’ampia campionatura di opere che dà forma a “Io non amo la natura”, una mostra che diviene fondamentale per la rivalutazione di un tassello importante della nostra storia culturale recente.

Il valore e la rilevanza dell’evento sono subito comprensibili, e per averne una prova sarà sufficiente sottolineare come tutti gli autori citati nella letteratura critica del tempo sono presenti in questa occasione. Sul fronte romano segnaliamo Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Mario Ceroli, Sergio Lombardo e Fabio Mauri a cui si uniscono personalità del calibro di Janis Kounellis e Pino Pascali. Per il versante torinese troviamo invece Ugo Nespolo, Aldo Mondino, Michelangelo Pistoletto, Piero Gilardi e Antonio Catena. L’esposizione è poi arricchita da opere non espressamente Pop ma che costituiscono ricerche pionieristiche dagli importanti esiti collaterali, che ben si accordano con la temperie di sviluppo e ricerca proprie di quegli anni, rappresentate dai lavori di Mimmo Rotella e Enrico Baj.


L’esposizione “va in scena” in un luogo estremamente suggestivo, la quattrocentesca chiesa sconsacrata del Complesso monumentale di San Francesco, nel cuore del centro storico di Cuneo. Tra le nicchie, le navate e i cicli pittorici affrescati sono state disposte le opere contemporanee, in un felice e mozzafiato contrasto, che amplifica l’unicità dell’evento.

Non esitate, c’è tempo fino ad ottobre per organizzare una gita fuori porta a Cuneo e visitare “Io non amo la natura”, non ne resterete delusi!





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