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IL MONDO FUGGEVOLE DI TOULOUSE- LAUTREC

Data pubblicazione : 18/10/2017     
Autore : Bruna Meloni



Arriva a Milano, con una delle mostre più complete mai realizzate sul genio di Montmartre, la travolgente e personalissima arte di Henry Toulouse-Lautrec.
L'esibizione, a cura di Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e Claudia Beltramo Ceppi Zevi, è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, in collaborazione con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia.

Un allestimento con luci soffuse e tappezzerie sulle varie tonalita' del rosso ci riportano agli eleganti salotti frequentati dall'artista, ma anche ai bordelli e ai teatri illuminati da lampade a gas della seconda meta' dell'Ottocento. Il progetto, articolato in 13 sezioni tematiche, percorre cronologicamente la vita del pittore nato ad Alby nel 1864 da una famiglia aristocratica e morto nel 1901 di cirrosi e sifilide.


Il più' grande cantore della Belle Epoque era in verita' piuttosto brutto e deforme ma, in compenso, aveva soldi e un ottimo carattere; la sua fu una gran bella vita, a contatto con artisti del calibro di Pisarro, Cezanne, Gerome e anche della bellissima Susanne Valadon, modella di Degas e Renoir, della quale divenne amante. Adorava le donne che ritraeva spesso e volentieri rappresentandole come erano, senza fronzoli o sovrastrutture, cosi' come ritraeva la vita in generale “com'e e non come dovrebbe essere”.
Bisogna sottolineare come per l'artista fu importante il rapporto con due elementi che alla fine dell’Ottocento fanno la loro apparizione nel mondo artistico e culturale parigino influenzando le modalità rappresentative e iconografiche di molti artisti: le stampe giapponesi e la fotografia. Dalle prime trae il colore piatto e le figure in sovrappiu' mentre dalla fotografia, pur essendo un pessimo fotografo, coglie l'istante fermato. Più che praticare in prima persona la fotografia, aveva il gusto di farsi ritrarre. Non è un caso che, nel corso della sua vita, realizzò un unico autoritratto dipinto, il Ritratto di Lautrec allo specchio del 1880; tuttavia tenne molto a costruire una propria immagine, incaricando gli amici di rappresentarlo in una serie di pose ironiche al limite della provocazione, da lui stesso attentamente sceneggiate, per esorcizzare il suo aspetto che non gli piaceva.

Il quartiere di Montmartre ha rappresentato un altro importante capitolo della vicenda artistica di Toulouse-Lautrec; l'artista ne ritrae i locali e i suoi protagonisti in modo convincente, pacato e realistico, senza sovrapporvi giudizi morali o etici, ma limitandosi a ‘raccontarli’ come si racconterebbe qualsiasi altro aspetto della vita contemporanea.
Ma la grande novità introdotta da Toulouse-Lautrec nel mondo contemporaneo fu il modo di raffigurare gli artisti e le ballerine attraverso un’affiche: la Goulue. Jean Avril, Yvette Guilbert, Aristide Bruant. Egli fu il primo a percepire la necessità di inventare un nuovo ‘stile’ per quel nuovo genere artistico, tipicamente cittadino, che è il manifesto. Tutti e 22 i manifesti da lui prodotti sono presenti in questa mostra.

In questa mostra in cui sono esposte oltre 200 opere di Toulouse-Lautrec, con ben 35 dipinti, oltre a litografie, acqueforti e ai manifesti di cui abbiamo gia' parlato, si delinea l’evoluzione stilistica dell’autore, di origine aristocratica ma testimone della Parigi dei bassifondi e delle case chiuse, in tutte le sue fasi di maturazione.

A Palazzo Reale fino al 18 febbraio 2018. Affrettatevi, ci sono gia’ 40.000 prenotazioni.





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