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GIULIO PAOLINI - TEORIA DELLE APPARENZE

Data pubblicazione : 22/01/2018     
Autore : Alice Civai


Se si vuole conoscere al meglio la storia dell’arte contemporanea non solo italiana ma anche internazionale è fondamentale osservare e interagire con l’opera di Giulio Paolini (Genova, 1940). Artista tra i più rilevanti italiani ancora attivi, figura tra le più rappresentative della ricerca italiana d’avanguardia, inscritto in un ambito di matrice concettuale, Paolini attraverso il suo lavoro ha riportato l’arte all’atto mentale e ha attivamente contribuito alla scrittura della storia della contemporaneità.

La galleria Fumagalli (via Bonaventura Cavalieri 6) con la mostra GIULIO PAOLINI. TEORIA DELLE APPARENZE, inaugurata il 15 gennaio e aperta fino al 14 aprile, ci fornisce l’imperdibile occasione di conoscere il lavoro di Giulio Paolini: l’esposizione infatti abbraccia l’intero arco di produzione dell’artista restituendo una visione complessiva della sua opera.

Le opere presenti in galleria, accuratamente selezionate, ripercorrono le tappe fondamentali della produzione artistica di Giulio Paolini, dalle tele prospettiche degli anni Settanta, alla dimensione teatrale e letteraria degli anni Ottanta fino ad arrivare alle recenti riflessioni sull’identità dell’autore e la sua condizione di spettatore. Avvalendosi delle più svariate tecniche, come l’installazione, la fotografia, il collage, il disegno, il calco in gesso, e facendo spesso riferimento alle forme e agli artisti del passato, Paolini ha da sempre posto al centro della sua ricerca lo spazio della rappresentazione e gli strumenti del pittore, nonché la riflessione sul concetto di spazio, l’esposizione come momento fondante dell’opera e il ruolo dell’artista stesso.

Quando ci troviamo davanti alle opere del maestro, capiamo subito di essere di fronte ad un ragionamento, l’atto mentale prende il posto dell’estetica, l’osservatore è chiamato a prendere parte al ragionamento iniziato ed esposto dall’artista. Esemplare in tal senso è sapere che l’atto di nascita della sua ricerca artistica è stata l’opera “Disegno geometrico” (1960), una piccola tela in cui viene unicamente riportata la squadratura della superficie. La struttura base della visione e i metodi dell’operare artistico divengono da allora l’elemento centrale dell’analisi condotta da Giulio Paolini.

Risulta perciò emblematica l’opera del 1972 “Teoria delle apparenze”, presente in galleria e che dona il titolo all’esposizione: una squadratura centrale funge da griglia per l’impaginazione di otto riquadri delle proporzioni di “Disegno geometrico”. L’artista allude all’idea del quadro come potenziale contenitore di qualsiasi opera, sia passata che futura; con poche linee tracciate a matita Giulio Paolini ha voluto riassumere l’essenza dell’arte, in un’unica tela troviamo gli indizi per dare vita a infiniti presunti quadri.

“Teoria delle apparenze” è il punto di partenza ma allo stesso tempo il punto d’arrivo, è un’opera tanto apparentemente semplice quanto incredibilmente complessa ed emotiva, è l’origine e l’essenza di uno dei più grandi artisti contemporanei, assolutamente da conoscere: Giulio Paolini.





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