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FLAVIO DE MARCO - PLANETARIUM

Data pubblicazione : 10/04/2017     
Autore : Alice Civai


Nella storia sono innumerevoli gli uomini che volsero lo sguardo al cielo per studiare e comprendere le stelle e i loro movimenti. L’uomo è per sua natura un essere curioso e l’ignoto ha sempre fatto breccia in questa curiosità, stimolando la voglia di conoscenza umana. Il fascino delle stelle e di mondi altri ha influito anche sull’immaginario degli artisti e nella storia dell’arte sono moltissimi gli esempi da poter citare quando si parla della relazione uomo-cosmo.

Flavio de Marco (Lecce, 1975) ha deciso di esplorare l’affascinante e temibile ignoto con una serie di lavori raccolti in PLANETARIUM, la nuova esposizione della Galleria M77 - via Mecenate 77 - che occuperà entrambi i suoi due piani fino al 27 maggio.

La mostra è un interessante esplorazione dei sette pianeti del sistema solare (Terra esclusa) osservati attraverso gli occhi dell’artista, da sempre sensibile al tema della rappresentazione dello spazio. Vediamo così avvicendarsi i pianeti uno dopo l’altro sulle pareti della galleria, presentati senza nessuna differenziazione dichiarata ma riconoscibili dal cambio di registro cromatico.
Al piano terra si affiancano i grigi di Mercurio, i gialli-arancio di Venere, il rosso screziato di scuro di Marte e le variazioni dal rosa al grigio-verde di Giove. Questo primo gruppo di opere si contraddistingue da una pittura prevalentemente astratta e presenta un universo extraterrestre riportandolo però in una dimensione terrena e umana: il mondo alieno è infatti indagato e conosciuto tramite lo schermo di un computer, mezzo conoscitivo per eccellenza odierno.
Al piano superiore si susseguono senza soluzione di continuità i profondi blu di Nettuno, i leggeri e delicati azzurri di Urano e i gialli sabbia di Saturno. I due ambienti della galleria rendono evidente l’unica vera cesura interna al progetto PLANETARIUM: le opere sono qui caratterizzate da una pittura figurativa, in cui si riconoscono gli elementi del nostro quotidiano e diversi autoritratti dell’artista stesso.

Se nella prima parte dell’esposizione troviamo un rimando alle tecnologie che sviluppano la conoscenza umana, al primo piano l’analisi si fa ancora più “vicina” e stringente, entra nel quotidiano e tange direttamente la persona dell’artista. Questo graduale avvicinamento da alieno a umano rappresenta forse l’elemento più nascosto e più interessante di tutto il progetto, che unisce idealmente tutte le opere: è probabilmente il mondo a noi più vicino quello meno conosciuto, più difficile da cogliere, e che necessita di essere studiato più approfonditamente, con gli stessi mezzi che impiegheremmo per approcciarci all’extraterrestre.

Il percorso espositivo segue e presenta, senza dichiararlo formalmente, l’evoluzione dell’artista e del progetto stesso - nato nel 2014 - che si modifica e prosegue agilmente senza mai far mancare omogeneità e sintonia all’intero gruppo.

PLANETARIUM è un viaggio nello spazio, un viaggio nell’io profondo dell’artista e allo stesso tempo nel quotidiano di tutti; un progetto che parte da lontano per ragionare su quello che invece ci sta vicino, accompagnati dalle emozioni che solo i colori sono in grado di suscitare.





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