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EU: SATOSHI FUJIWARA

Data pubblicazione : 09/06/2017     
Autore : Bruna Meloni



“EU”
e' il titolo della mostra antologica del giovane fotografo giapponese Satoshi Fhjiwara; un progetto che include alcuni dei lavori più' significativi dell'artista.

La rassegna, curata da Alberto Cippini, propone un’alternativa ai regimi rappresentativi che stabilizzano l’attuale “identità fotografica europea” infatti - come sottolinea lo stesso curatore - “la produzione fotografica contemporanea sembra essere determinata da rigidi standard di risoluzione, impatto e distribuzione. (......) Queste costrizioni permettono e sostengono il lavoro delle nuove generazioni di fotografi, aumentando la possibilità di pubblicazione dei loro scatti e contribuendo alla formazione di un gusto medio e neutrale”.

Fujiwara, giappponese di Kobe, a differenza di quanto sopra detto, attraverso una propria particolare scelta delle inquadrature, della distanza focale dai soggetti ritratti e della definizione eterogenea delle fotografie crea un’azione pressante e critica sull’osservatore, staccandosi dai canoni standard del foto-giornalismo e da una dimensione esclusivamente documentaristica, producendo in questo modo un nuovo linguaggio.

L’allestimento di “EU” è costituito da sequenze di immagini assemblate, volte a eliminare qualsiasi contesto narrativo lineare. Porzioni di telecamere consumate dall’uso assieme a diversi formati di presenza umana e sorveglianza convergono in una sorta di tazibao, in cui le storiche forme di informazione pubblica in uso durante la rivoluzione culturale cinese sono abbinate a forme di associazione visiva attualmente diffuse, quali i software di editing video ed elaborazione digitale.

Non aspettatevi, quindi, di trovare la solita carrellata di fotografie appese alle pareti ma avrete davanti a voi grandi teli in PVC stampati che scivolano sul pavimento come manifesti stropicciati o attaccati precariamente alle pareti con sbarre di acciaio.

Avrete certamente capito che questa che vi proponiamo non e’ la solita mostra fotografica ma qualcosa che intriga lo spettatore orientandolo verso un’interpretazione del contenuto - le inquadrature, la distanza focale e la definizione diventano delle variabili - e sollecitando una sua personale visione ottica.

All'Osservatorio della Fondazione Prada - Galleria Vittorio Emanuele II dal 7 giugno al 16 ottobre





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