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ENJOY. L'arte incontra il divertimento

Data pubblicazione : 26/09/2017     
Autore : Bruna Meloni


Si sa, le ottobrate romane sono fantastiche! Vi proponiamo un'occasione in più' per fare un salto nella Capitale; visitare la mostra Enjoy. E ci sono due buonissimi motivi per farlo; la mostra in se stessa e la location: il Chiostro del Bramante.


Una delle opere più' importanti del Rinascimento cinquecentesco, il Chiostro ha la sua collocazione all'interno della Chiesa di Santa Maria della Pace all'interno della quale si trovano le famosissime “Sibille” di Raffaello. Commissionato dal Cardinale Oliviero Carafa, fu una delle prime opere progettate dal Bramante a Roma dopo il suo periodo milanese. Costruzione di raffinata linearità e rigorosa eleganza che applica principi di armonia ed equilibrio in ogni elemento compositivo, si differenzia profondamente dalle opere realizzate da Bramante durante il precedente periodo milanese, dove l'architetto di Urbino aveva invece fatto ampio ricorso a decorazioni di gusto lombardo. All'interno del portico quasi tutte le lunette sul muro di fondo sono affrescate con storie della vita di Maria..
Il chiostro, da alcuni anni, e' straordinaria sede di mostre.


Ma torniamo alla esposizione in atto fino al 25 febbraio. Come annunciato dal titolo, la mostra e' dedicata ad opere che esplorano il lato ludico dell'estetica. Scopo di questa esposizione e' anche dare “spazio e spazialità” alle opere di artisti contemporanei famosi. Infatti molti lavori sono site specific, pensati e costruiti dagli artisti ospiti proprio per gli ambienti del Chiostro del Bramante la cui organizzazione – che fa capo a DART – aggiunge alla creatività dell’esposizione un notevole sforzo produttivo proponendo opere inedite. Danilo Eccher, il curatore, presenta cosi' la mostra Enjoy; “Provocare, divertire e giocare. Vogliamo quasi costringere i visitatori a entrare nelle opere, devono toccarle, metterle in moto o andarci dentro” e aggiunge: “La dimensione del piacere, del gioco, del divertimento, dell’eccesso sono sempre state componenti centrali dell’ Arte; l’Arte sprofonda nel dolore ma si nutre di piaceri ed è sempre una danza di contrasti. L’illusione è una trasparenza che deforma la realtà, un’apparenza sottile dove tutto è possibile, suggerendo ora il dubbio dell’enigma, ora il sorriso della sorpresa”.


A inaugurare il filone dell'arte “ludica” fu Duchamp con il disegno dei baffi su una riproduzione della Gioconda, seguito dalle macchine rumorose e mobili di Tinguely, gli omini zooformi di Miro', le sculture mobili di Calder, per non parlare del nostro Maurizio Cattelan o Jeff Koons, con i suoi giocattoloni a forma di cane floreale e i suoi pupazzi gonfiabili. Ma forse la piu' alta espressione di quest'arte giocosa e infantile si ritrova in Carsten Holler, con i suoi giganteschi scivoli o le giostre con i funghi bianchi e rossi (che abbiamo, recentemente, gia' avuto modo di vedere a Milano all'Hangar Bicocca).

Tra i grandi artisti riuniti da Eccher in quest'occasione ritroviamo, insieme ai gia' citati Calder e Tinguely, Mat Collishaw, Leandro Erlich, Tony Oursler, Ernesto Neto, Piero Fogliati, Michael Lin, Gino De Dominicis, Erwin Wurm, Hans Op de Beeck, Studio 65, Martin Creed, Ryan Gander, teamLab: tutti protagonisti del ‘900 storico e del terzo millennio, accomunati da un filo sotteso, il divertimento.





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