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DYSTOPIA

Data pubblicazione : 27/11/2017     
Autore : Alice Civai


Fermarsi a riflettere sulla nozione del tempo, per quanto non sia una novità, è fondamentale per riuscire a comprendere il lavoro di Anne e Patrick Poirier: è infatti proprio questo elemento ad essere il fil ruge della mostra DYSTOPIA allestita negli eleganti spazi della Galleria Fumagalli (via Bonaventura Cavalieri, 6), visitabile fino al 20 dicembre.

Per l’occasione la coppia di artisti presenta al pubblico milanese una serie di lavori che riassumono le loro principali vie d’indagine, percorse dal 1995 ad oggi, arricchendo inoltre l’esposizione con opere inedite. “Dystopia” è la summa di una metodologia di lavoro che i Poirier, già dal 1967, intendono come condiviso e sempre in movimento. Architettura, archeologia, mitologia, psicologia, anatomia, antropologia, l’indagine di un mondo spazio-temporale percepibile che ha connessioni con l’inconscio e gli strumenti per sondarlo sono le principali costanti del lavoro della coppia, e le ritroviamo tutte condensate in mostra con plastici, sculture, installazioni ambientali, lavori su carta e dipinti.

L’esposizione si articola sia materialmente che idealmente in uno spazio compreso tra due poli, due estremi, posti ai due capi della sala: l’utopia e la distopia. La prima è rappresentata dalla scultura “Janus” (2017) che ritrae le mezze teste comunicanti dei due artisti, a simboleggiare la loro perfetta simbiosi e l’abbandono dei rispettivi ego, oltre a richiamare un’antichissima divinità, il Giano Bifronte, rappresentato con due teste poiché in grado di guardare sia il passato che il futuro. Dall’altro capo della sala troviamo invece la distopia: il termine, coniato a fine ‘800, indica l’antitesi negativa dell’utopia e in mostra è rappresentato da due torri nere, “Dystopia I” e “Dystopia II” (2017), che ci portano in una dimensione futura in cui appare evidente il fallimento del progetto umano e del concetto di città ideale, un’istantanea del nostro prossimo futuro.

L’esposizione non è solamente la contrapposizione di due poli, è piuttosto da intendere come un’unica installazione, una raffigurazione del percorso che stiamo già compiendo e che ci sta portando dal positivo al negativo: la fragilità della vita, la brutalità dell’azione umana, il passare del tempo e la distruzione di antiche civiltà e saperi in nome della guerra e dell’ossessione del nostro mondo per il presente sono gli elementi cardine delle opere della coppia, collocate tra l’utopia e la distopia.

Quello che Anne e Patrick Poirier portano avanti è un discorso complesso e profondo che influenza il loro lavoro (così come la loro vita) da sempre. L’amore per la cultura, per tutte le culture, e il forte sentimento che porta i Poirier ad operare rendono le loro opere potenti, intense, turbanti e di incredibile valore non solo artistico ma anche sociale.

La mostra sarà visitabile fino al 20 dicembre presso la Galleria Fumagalli, segnaliamo inoltre un evento da non perdere: la presentazione del volume ANNE E PATRICK POIRIER che si terrà mercoledì 29 novembre alle ore 18:00 presso la Mediateca dell’Institut Français Milano. Il volume ha accompagnato tre recenti mostre, quella in corso a Milano e due a Parigi, e si concentra sul rapporto della coppia con la fotografia, mezzo da loro utilizzato sin dagli esordi.





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