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DUST

Data pubblicazione : 12/03/2018     
Autore : Alice Civai


Due artisti, due diverse concezioni dell'esprimersi attraverso l'arte, due diversi utilizzi della materia, un'unica mostra che crea un ponte tra due personalità giovani e innovative, accomunate dall'attenzione riposta nella trattazione della superficie dell’opera.

Con DUST, la mostra inaugurata il 22 febbraio e visitabile fino al 23 marzo, la Theca Gallery (via Tadino 22) continua la sua indagine sulla superficie pittorica, una ricerca continua e costante, una riflessione accurata, che pone particolare attenzione sui concetti di volume, materia e colore, aperta alla presentazione e comprensione di tecniche nuove e non convenzionali. È in questo solco che si colloca la bi-personale “Dust” che vede protagoniste le opere di Marco Mendeni (Brescia, 1979) e Simone Dulcis (Milano, 1971).

Marco Mendeni torna alla Theca Gallery dopo aver esposto in occasione della collettiva “Aspetti di superficie” (QUI l’articolo) con un ciclo di opere di recente produzione, create con la sofisticata tecnica di incisone laser su cemento con cui riproduce un’immagine precedentemente elaborata attraverso la manipolazione di software digitali. Simone Dulcis espone invece per la prima volta nella galleria milanese, presentando una serie di lavori recentemente esposti al Museo MAN di Nuoro, caratterizzati dall’utilizzo di solventi su una superficie precedentemente preparata con acrilico e gesso: attraverso una sapiente manipolazione e gestione della corrosione chimica, Dulcis crea delle opere dagli inaspettati valori pittorici.

Eleganti linee danzano sul cemento facendolo apparire come una delicata tela, processi chimici corrosivi divengono sottili trapassi cromatici: entrambi gli artisti indagano il concetto di supporto pittorico e attraverso tecniche e materie non convenzionali, estremamente diverse tra loro, giungono a risultati percettivi comparabili.

La sensibilità della Techa Gallery è sicuramente riassunta in questa esposizione: due lavori profondamente diversi e mai esposti assieme fin ora, incrociano la loro strada occupando le sale della galleria milanese, creando nel complesso un effetto fortemente espressivo ed armonico; il volume e la materia sono gli indiscussi protagonisti senza però far venir meno un forte senso pittorico.

Il processo manuale e quello digitale si uniscono in “Dust” e all’osservatore non resta che lasciarsi impressionare dagli inaspettati e appaganti risultati, vedere per credere!





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