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DAVID SEIDNER ALLA GALLERIA CARLA SOZZANI

Data pubblicazione : 15/09/2016     
Autore : Bruna Merloni


10 Corso Como, la Galleria Carla Sozzani presenta per la prima volta in Italia una mostra inedita di David Seidner, uno dei massimi esponenti della fotografia di moda degli anni ‘80 e ‘90.


Un omaggio al grande artista, nato a Los Angeles nel 1957, formatosi a Parigi con i grandi della moda e scomparso nel 1999 a soli 42 anni, che la Galleriahadecisodiorganizzareinoccasionedeisuoi 25 anni diattività.
La mostra prevede uncorpus di cinquanta fotografie provenienti dall’International Center of Photography di New York, che ripercorrono la sua ricerca fotografica in oscillazione continua tra la moda, il ritratto e la storia dell’arte.
“Ciò che più mi interessa – spiegava Seidner – è evocare lo spirito della pittura attraverso la piega di un tessuto, la posizione di una mano, la qualità della luce sulla pelle“. Non è un caso, infatti, che le sue immagini siano ricomposizioni costruite attraverso il riflesso di uno specchio, collage, sovrapposizioni, manipolazione diretta delle stampe o l’utilizzo di luci dinamiche e flash. Spesso si rifà alla musica di John Cage, compositore della ‘sinfonia dei cambiamenti’ che Seidner immortala, nel 1977, riprendendolo dall’alto con cinque diversi scatti di sezioni del corpo poi ricongiunte in un’immagine intera, pubblicate sul Los Angeles Times.

Nel 1986 per il Musée de la Mode di Parigi fotografa i piccoli manichini di fil di ferro vestiti con mini abiti su misura dai grandi couturiers dell’epoca: Balenciaga, Jacques Fath, Lucien Lelong, Elsa Schiaparelli e Pierre Balmain creati nel dopo guerra per promuovere negli Stati Uniti la moda francese. Seidner li ritrae in set poveri, semi-abbandonati, quasi per ricreare l’eco degli edifici bombardati e della guerra. Le sue immagini sono apparse sulle riviste come Vogue (Italia, Francia, America), Harper´s Bazaar, Harper´s & Queen, The New York Times Magazine, Vanity Fair, e hanno influenzato la fotografia di moda per un intero decennio.

Negli anni Novanta si dedica al ritratto, rintracciando per Vanity Fair i discendenti dei soggetti dipinti dal pittore John Singer Sargent e li ritrae unendo le tecniche della fotografia contemporanea ai colori tipici dei ritratti di fine Ottocento.
Scrive, inoltre, come redattore per la rivista americana Bomb, pubblica libri ed espone i suoi lavori in istituzioni museali del calibro della National Portrait Gallery di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, il Whitney Museum di New York.

Alla Galleria Sozzani, corso Como 10, fino al 1 novembre.





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