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DA ZERO A INFINITO

Data pubblicazione : 20/02/2017     
Autore : Alice Civai


Gli anni '60 sono stati un turbinio di idee, novità e vitalità; un decennio in cui si è fatta strada una nuova visione del mondo che si poneva come obiettivo lo scardinamento dei valori precostituiti. Il nuovo fermento si rispecchia anche nell'arte: in questo periodo si affermano moltissimi gruppi e movimenti che fanno della collettività la loro forza, la loro bandiera, e che pongono come elemento principale il rifiuto del mercato dell'arte, in favore della creazione di un nuovo gusto. Arte concettuale, Nouveau Realisme, Fluxus e le performance, la Pop Art, la Land Art, l'Arte Povera, l'Arte Cinetica, la Minimal Art e gli Happening: la provocazione diventa tradizione, l'eccesso e la diversità l'elemento cardine.

In tale contesto si colloca la nascita del gruppo Nul, strettamente affine al gruppo ZERO e artefice della rivoluzione dell'arte olandese, fondamentale per la definizione dell'”Arte Oggettiva”, un'arte che sposa l'idea della tabula rasa alla concretezza dell'oggetto. Henk Peeters e Jan Schoonhoven sono due dei fondatori del gruppo Nul, che vede il suo apice nelle due esposizioni a loro dedicate allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1962 e nel 1965.

La galleria milanese Dep Art dedica loro una mostra, Da ZERO a Infinito, aperta fino al 4 marzo. Negli splendidi spazi di via Comelico 40, possiamo così conoscere l'opera di questi due importanti artisti attraverso una selezione di opere di Henk Peeters dal 1961 al 2005, sistemate al primo piano, e ventuno disegni di Jan Schoonhoven eseguiti tra il 1962 e il 1985, provenienti dalla collezione dello stesso Peeters.

I due artisti incarnano le sfaccettature del gruppo: tramite due diverse vie e approcci all'arte intendono arrivare ai medesimi risultati. Troviamo dunque le opere di Peeters che urlano, seppur in modo elegante, il totale annullamento delle categorie artistiche presentando un'arte totalmente ordinaria. Schoonhoven tramite la leggerezza e la semplicità della graffite arriva a concepire un'opera omogenea nello spazio e nel tempo, che si esprime mediante un'estetica reiterabile all'infinito. Visitando la mostra si capisce la scelta del titolo: un azzeramento che porta ad una nuova rinascita, una nuova visione; forme e concetti validi non solo in un determinato contesto o momento storico ma sempre, eterni e oggettivi.

La mostra Da ZERO a Infinito è molto di più di una semplice retrospettiva, è una dichiarazione di intenti ed un esplicito invito a lasciare i preconcetti sull'uscio e ad aprirsi alla comprensione di una forma artistica non convenzionale e distante dall'idea di “bello” a cui siamo abituati.





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