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CONFRONTO STRAORDINARIO ALLA PINACOTECA DI BRERA

Data pubblicazione : 25/03/2016     
Autore : Bruna Meloni


James M. Bradburne, nuovo direttore della Pinacoteca di Brera lo ha voluto chiamare “Dialogo” ed ha cosi´ ha reso possibile uno dei sogni degli storici dell’arte e dei direttori di musei. Mettere due capolavori di uguale soggetto vicini, per vedere come il maestro abbia ispirato l’allievo e quanto questo se ne sia staccato e abbia innovato.
È il caso dei due “Sposalizi della Vergine”, uno del Perugino e uno di Raffaello, che abbiamo visto accostati solo sui libri ma mai dal vero.
Almeno fino al 17 marzo (e fino al 27 giugno) quando per la prima volta sono stati esposti al pubblico assieme, alla Pinacoteca di Brera di Milano.
Il primo “sposalizio” realizzato per il Duomo di San Lorenzo a Perugia fra il 1499 e il 1504 da Pietro Vannucci detto il Perugino all´apice della sua carriera e a capo di una delle più prestigiose botteghe italiane, proviene dal Musée des Beaux-Arts di Caen; l’altro, eseguito da un giovanissimo Raffaello nel 1504 per la Chiesa di San Francesco a Città di Castello, fu acquistata dal viceré Eugenio di Beauharnais per Brera nel 1805, ed è tra le opere–icona della pinacoteca milanese.
Questa seconda opera colpì talmente il musicista Franz Listz in “pellegrinaggio” in Italia che trasformò lo “Sposalizio” in linguaggio musicale (riproposto per l’inaugurazione dal pianista Clive Britton).
Con questo primo “Dialogo” - Bradburne assicura che ne seguiranno degli altri - Brera mostra anche il suo nuovo allestimento. Si comincia con tre sale, pareti rosso scuro, didascalie d’autore. Qualcuna doveva scriverla Umberto Eco, ma non ne ha avuto il tempo.
Un saggio storico di Maria Rita Silvestrelli e un eccezionale servizio fotografico completano l’operazione in una pubblicazione Skira.





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