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CAROLINE WALKER - NIGHT SCENES

Data pubblicazione : 29/05/2017     
Autore : Alice Civai


Scene “sospese” che ritraggono uomini e donne soli e pensosi in luoghi privati e pubblici hanno reso celebri in tutto il mondo le opere di Edward Hopper (1882-1967) che con il suo lavoro è riuscito a immortalare e rappresentare l’America del suo tempo.
In una certa misura le opere di Caroline Walker richiamano alcune creazioni di Hopper, nonostante il contenuto, i toni e i soggetti siano molto diversi.

Dal 26 maggio al 30 giugno la galleria ProjectB di via Maroncelli 7 ospita la terza personale di Caroline Walker, arista scozzese classe 1982, dal titolo NIGHT SCENES.

L’allestimento comprende circa dodici tele ad olio di varie dimensioni, in cui Walker cattura con rapide pennellate degli spaccati di storie personali. Due sono gli elementi costanti delle opere: i soggetti sono tutti femminili e le scene sono tutte notturne.

In una rappresentazione perfettamente in bilico tra realtà e finzione, le figure emergono dalla penombra, colte tra mura domestiche di architetture moderniste, in atti che richiamano alla mente gli archetipi femminili. Sguardi sospesi tra le protagoniste, occhiate complici e sorprese che intercettano il visitatore cogliendolo alla sprovvista, figure viste di schiena intente a compiere la propria mansione, personaggi che non rientrano del tutto nelle scene immortalate dall’artista e di cui si scorgono solo le ombre o parti di corpo riempiono le due sale espositive della galleria.

I giochi di sguardi stimolano la curiosità di chi guarda le opere, facendo nascere un’irrefrenabile voglia di saperne di più, sentire, o meglio immaginare, cosa le protagoniste si stiano dicendo o cosa stiano pensando. Tuttavia, dopo questo primo momento dominato dalla curiosità, in cui diamo per scontato che siamo noi ad essere gli osservatori, si insinua il dubbio: prende corpo la possibilità che sia il contrario, che siamo noi ad essere osservati. Il visitatore si trova in una situazione ambigua, in cui non sa più se è osservatore od osservato, ed è proprio tale indefinitezza che rende ancora più stimolante la visita.

Le scene di vita così descritte divengono dunque palcoscenici indiscreti che offrono un punto di vista privilegiato e ci portano a riflettere sul modo in cui guardiamo il mondo e sulla struttura della nostra società.

“Night Scenes" si colloca a metà strada tra la curiosità e una sorta d’imbarazzo; si ha l’impressione di entrare in punta di piedi nelle vite altrui, in vicende a noi sconosciute ma che ci paiono già familiari, la dimensione domestica e privata delle opere crea un senso di complicità e indiscrezione nel visitatore, dall’effetto ipnotico.





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