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ASPETTI DI SUPERFICIE

Data pubblicazione : 18/09/2017     
Autore : Alice Civai


La superficie pittorica è da sempre uno dei temi più spinosi della storia dell’arte, la tela bianca chiama ad un confronto diretto con essa l’artista; l’artista si trova di fronte ad una superficie vergine pronta a comunicare a tutti la sua concezione dello spazio, dell’arte e del mondo. Nell’arco del tempo la superficie pittorica è stata trattata nelle più svariate maniere: Robert Rauschenberg nel 1955 la fece diventare un letto, Barnett Newman nel 1966 la inondò di rosso, Jackson Pollock negli anni ’50 la stese a terra per creare i suoi celebri dripping, Lucio Fontana negli anni ‘60 ragionò sul concetto spaziale tagliandola.

La mostra inaugurata il 12 settembre alla Theca Gallery è la lettura odierna del concetto di superficie da parte di tre diversi artisti. Con ASPETTI DI SUPERFICIE, aperta fino al 27 ottobre, vengono presentati i lavori di Sonia Costantini, Marco Mendeni e Stan Van Steendam, artisti che, pur seguendo diverse correnti materiche e concettuali, nelle loro opere ragionano e si confrontano sul tema.

Le pareti bianche di via Tadino ospitano una affianco all’altra opere tra loro estremamente diverse, accomunate solo dal campo d’indagine scelto dagli artisti. Sonia Costantini (1953) si concentra sulla percezione e materialità dell’impasto pittorico che compone la superficie delle sue tele; Marco Mendeni (1979) intreccia l’incorporeità delle costruzioni digitali all’estrema fisicità dei supporti usando il laser per incidere il cemento; il belga Stan Van Steendam (1985) crea opere tridimensionali di resina epossidica in cui materiale e pigmento divengono un tutt’uno.

Tra le stanze vediamo dunque accostate incisioni laser che creano eleganti linee geometriche che richiamano alla mente elementi rocciosi, in un misto equilibrato tra natura e tecnologia, intriganti unioni di foto digitali trasposte su cemento che creano moderni affreschi, tele in cui la pittura è protagonista indiscussa che pongono l’accento sulla valenza e la forza del colore puro, pitture volumetriche in cui la materia è fusa al pigmento creando così opere tridimensionali che portano il colore fuori dalle pareti.

Le grandi differenze che sussistono tra i lavori esposti non sacrificano la visione d’insieme: un aspetto che si potrebbe dare per scontato è invece uno dei maggiori meriti da riconoscere a “Aspetti di Superficie” che, grazie all’esperienza del gallerista, da vita a un allestimento elegante e armonico, da non perdere.





Omaggio a FrancaQUELLI CHE MILANO