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Arte Contemporanea a Villa Pisani

Data pubblicazione : 07/07/2016     
Autore : Bruna Meloni


Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo, progettata da Andrea Palladio a partire dal 1541, al ritorno dal suo primo viaggio a Roma, e realizzata tra il 1544 e 1545, è forse l’opera più rappresentativa del periodo giovanile della sua attività e con essa inizia la collaborazione con la Repubblica veneziana. Ispirata alla monumentalità della Roma imperiale, Villa Pisani rappresentava l’affermazione del potere di Venezia sulla terraferma: la dimora rappresentativa e vivibile nello stesso tempo, controllava il territorio agricolo circostante, mentre la posizione sul fiume la collegava alla Serenissima per i trasporti di persone e di merci. La Villa presenta la facciata principale verso il fiume, mentre il retro si rivolgeva verso le zone lavorative del complesso.


Torna in questa sede la settima edizione di Arte Contemporanea a Villa Pisani, progetto che con cadenza biennale invita artisti contemporanei a ideare e realizzare opere inedite per la Villa Pisani Bonetti. 
Quest’anno gli artisti chiamati a misurarsi con l’identità morfologica e significante di questo luogo sono Pino Pinelli e Mauro Staccioli. Le opere realizzate dai due artisti sono pensate per dialogare con il luogo e gli spazi di una dimora abitata, in una dimensione privata e vissuta che non è soltanto uno spazio espositivo, ma diviene luogo di una memoria attiva e creativa, che nella relazione propositiva con la sua identità storica apre al visitatore inedite coordinate di esperienza.

La mostra concepita da Pino Pinelli presenta opere che abitano il salone centrale dell’edificio in un percorso dal ritmo insieme preciso e libero, interpretando la dialettica tra razionalità ed espressività caratteristica dell’architettura di Andrea Palladio. “Nelle opere per Villa Pisani - dichiara l’artista - in luogo dei miei più consueti colori fondamentali (il rosso, il blu, il giallo), ho scelto colori come il bianco, il grigio, il nero, perché vedo il mio intervento un po’ come arpeggiare con una piuma attraverso questi spazi. Sono grandi frammenti, masse di pittura, concepiti come grandi “artigliate” di colore, con gesti che si ripetono e si reiterano, anche a distanza di tempo tra loro: voglio che questi lavori si “spostino” idealmente nello spazio, proprio a disarticolare la regola palladiana”.


La “scultura intervento” di Mauro Staccioli nasce all’inizio degli anni Settanta come interpretazione attiva e lettura modificatrice dei luoghi e delle loro identità morfologiche e significanti. Ad ogni nuova occasione, l’artista ridefinisce le loro coordinate di esperienza senza tradirne l’identità, ma facendone anzi emergere un’autenticità sempre nuova. Il rapporto tra scultura e luogo non è quindi puramente di collocazione e dislocazione, ma di autentica e profonda integrazione germinativa: più che di luogo di destinazione, è corretto in questo caso parlare di luogo di generazione, perché tutta la sua scultura non è che un interpretare il nostro attraversare e trasformare il mondo.

La mostra intende accogliere il visitatore come vero e proprio ospite in una casa, nella quale le opere di Pinellie di Staccioli si integrano con la Villa, così come i lavori nati negli anni precedenti dal dialogo stabilito con questi spazi da altri dodici artisti internazionali, quali Nelio Sonego e Michel Verjux (2007), Igino Legnaghi e François Morellet (2008), Alan Charlton e Riccardo De Marchi (2009), David Tremlett e Bruno Querci (2010), Arthur Duff e Niele Toroni (2012), Nicola Carrino e Arcangelo Sassolino (2014).
Alcune delle opere esposte sono ad oggi ancora parte della Villa e del parco, concepite per essa e inserite armoniosamente nell’intero complesso, e facendo così di Villa Pisani un luogo attivo e vitale della storia all’incontro con la contemporaneità.





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