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ARAKI AMORE

Data pubblicazione : 21/11/2016     
Autore : Bruna Meloni


Raffinata, sofisticata, ose´ ma mai volgare: questa e´ la fotografia di Nobuyoshi Araki , artista dello scatto da sempre alla ricerca della bellezza.
Araki nasce a Tokyo nel 1940 e realizza la sua prima mostra personale nel 1965 vincendo subito due importanti premi fotografici. Nel 1971 sposa Yoko Aoki, figura centrale nella sua vita privata che segna tutto il suo percorso artistico anche dopo la morte avvenuta nel 1990. Proprio in questa occasione Araki pubblica la serie Sentimental Journey / Winter Journey, sul suo rapporto personale con lei. Da allora innumerevoli sono le pubblicazioni e le esposizioni nelle gallerie e nei musei internazionali.
La Galleria Sozzani ha organizzato una sua antologica nello spazio di Corso Como 10 riunendo 100 polaroid in bianco e nero e a colori, 3 nuove composizioni con 75 nuovi magnifici scatti realizzati appositamente per questa mostra durante quest´ultimo annoe unvideo-documentario che presenta,per la prima volta in Italia,Nobuyoshi Araki al lavoro in una sessione di nudo con la danzatrice Kaori, realizzato nel luglio dello scorso anno a Tokyo.
Nobuyoshi Araki è un artista generoso, infaticabile esploratore delle umane passioni e fine ritrattista, capace di mettersi in profonda relazione con il soggetto. In questa mostra ritroviamo i temi a lui da sempre cari come i nudi, i ritratti, le composizioni floreali ma riletti e rielaborati con sequenze organizzate di immagini e grazie al recupero di negativi realizzati precedentemente tant´e´ che la stessa figura femminile appare nei suoi lavori più recenti meno ostentata e come evocata.
L’universo femminile resta un mistero che Araki non si stanca di esplorare, oggi come più di tre lustri fa, quando a Tokyo disse al curatore della mostra e amico Filippo Maggia: “Ti dirò una cosa che potrà sembrare estrema, assurda: io non so nulla sulla natura delle donne. Attraverso l’obiettivo cerco di arrivare all’essenza delle cose e, nel caso delle donne, di ciò che sono, il loro vivere quotidiano oppure la loro sessualità. Tutte però sono diverse l’una dall’altra, per questo continuo a scattare”.

Alla Galleria Sozzani Corso Como 10 fino a domenica 12 febbraio 2017





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