• MW SUGGESTIONS •

A SAN VALENTINO LASCIAMOCI ISPIRARE DA VENERE

Data pubblicazione : 12/02/2018     
Autore : Alice Civai


Avete mai pensato di lasciarvi ispirare dai grandi capolavori della storia dell’arte per dichiarare il vostro amore a San Valentino? La storia dell’arte europea è ricca di opere di altissimo livello che hanno segnato la nostra cultura comune, un patrimonio condiviso caratterizzato da un tripudio di raffinatezza, spunti, simboli, citazioni e storie intense dal significato profondo e sempre attuale. Lasciamo perdere i cioccolatini e rileggiamo insieme alcune antiche vicende da cui prendere spunto per parlare d’amore il 14 febbraio.

Tutti associamo l’amore a Cupido, fanciullo alato munito di arco e frecce che scocca dardi fatali, personificazione della passione carnale. Chi viene colpito dalle sue frecce non si potrà sottrarre ad un amore bruciante, dirompente e incontrollabile. Lo stesso Cupido fu vittima della potenza dei suoi colpi, come testimonia l’incantevole favola di Amore e Psiche, che potete leggere QUI.


Antonio Canova, ​Amore e Psiche​, 1787-93, Parigi, Musée du Louvre

Nonostante l’amore carnale si identifichi con Cupido, non dobbiamo dimenticarci di sua madre, Afrodite per i greci, Venere per i romani, dea dell’amore e della bellezza. Osservando le molte opere che la ritraggono, possiamo ottenere un vasto campionario di simboli, da riadattare e regalare al nostro amato o alla nostra amata. Il successo è garantito.

Venere nasce dalla spuma marina, come ci ricorda “​La nascita di Venere”​, celebre tela di Sandro Botticelli, e adagiata su una conchiglia viene condotta a Cipro, per questo tra i suoi attributi principali appare la ​conchiglia​: regalare qualche oggetto a forma di conchiglia alla propria amata potrebbe dunque assumere un significato decisamente particolare.


Sandro Botticelli, ​La nascita di Venere​, 1482-85, Firenze, Galleria degli Uffizi

Venere è spesso accompagnata dalle ​tre grazie​.

Antonio Canova, ​Le tre Grazie​ (particolare), 1813-16, San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage

Le tre bellissime dee nel Rinascimento sono state interpretate come i tre aspetti fondamentali dell’amore inteso nel suo senso più alto, contraddistinto dalla capacità di amare e di offrire liberamente senza contropartite: saper dare, saper ricevere, saper restituire. Le tre Grazie si accompagnano a Venere ed è per questo che i loro attributi sono mutuati da alcuni della divinità stessa: il ​mirto​ e la ​rosa,​ piante sacre a Venere.

Venere, che da sempre ha giocato un ruolo fondamentale tanto nella mitologia classica quanto nell’epoca moderna, è, come tutti sanno, al centro di uno dei più grandi capolavori di ogni tempo, un’opera fondamentale per la storia dell’arte, celebre in tutto il mondo: La Primavera​ del Botticelli.

Sandro Botticelli, ​La Primavera​, 1482, Firenze, Galleria degli Uffizi

La Primavera è un tripudio di simboli, allegorie e significati. Nella grande tela degli Uffizi sono riportate e riconoscibili più di cinquecento specie botaniche, rendendo ogni centimetro denso di decine di significati. Per quanto non afferente unicamente all’amore, è d’obbligo citare quest’opera per l’assoluta centralità che qui è data a Venere e per tutti i suoi attributi floreali, che ritroviamo in ogni dove. A incorniciare Venere c’è il ​mirto​: un sempreverde, come l’amore, simbolo di fedeltà e amore eterno. Nel ricco abito di Flora troviamo le ​rose​, simbolo dell’amore per eccellenza, ma anche delle sue pene, rappresentate dalle spine. Assieme ad esse si accompagnano ​garofani​, fiori che indicano un pegno d’amore o la promessa di matrimonio. Sullo sfondo si vedono ​aranci​, simbolo di matrimonio e purezza, assieme a piante d’​alloro​, che con le sue spesse foglie scure richiamano alla mente altre indimenticabili vicende amorose.

L’​alloro è simbolo del dio Apollo, protettore di tutte le arti e della poesia, perciò una corona di questa pianta è spesso riportata sui capi di illustri personaggi, come su quello del “sommo poeta” Dante. L’alloro è inoltre rappresentazione di gioia, vittoria e vita eterna. Questo probabilmente ci è già noto, ma perchè l’alloro è divenuto simbolo di Apollo? Ebbene la sua origine simbolica va cercata in una struggente storia d’amore non corrisposto: quella tra Apollo e Dafne.

Gian Lorenzo Bernini,​ Apollo e Dafne ​(particolare), 1622-25, Roma, Galleria Borghese

Il capolavoro di Gian Lorenzo Bernini immortala, rendendo indelebile la vicenda al passare del tempo, il momento in cui Apollo raggiunge la sua amata, la giovane e bellissima ninfa Dafne, la quale, non corrispondendo l’amore della divinità, per sottrarsi alle sue attenzioni, si trasforma in alloro non appena viene toccata dal dio. Apollo, dopo la metamorfosi dell’amata, decise che, non potendo essa diventare sua sposa, l’alloro sarà per sempre pianta a lui sacra.
Il celebre sempreverde richiama alla mente anche un altro grande, famoso, travagliato amore, quello di Petrarca per Laura.

Giorgione​, Laura ​(particolare),​ 1506, Vienna, Kunsthistorisches museum

Giorgione compie un intenso ritratto femminile, con capo e spalle circondati da foglie d’alloro. Sono diverse le interpretazioni avanzate per la tela: l’alloro potrebbe alludere alla figura di una poetessa, della ninfa Dafne o anche un ritratto immaginario di Laura, la donna amata da Francesco Petrarca, sovente cantata con passione dal poeta aretino.

Gli incredibili amori travolgenti non sono però estranei nemmeno a Venere. Ricordiamo quindi la vicenda tra Venere e Adone, il bellissimo giovane di cui la dea si innamorò
perdutamente a causa di una freccia scoccata per errore da Cupido. Adone era un abile cacciatore, ciononostante la dea lo mise più volte in guardia riguardo i pericoli che la caccia comportava. Ignorando gli ammonimenti dell’amata, il giovane continuò le sue battute di caccia e proprio in una di queste trovò la morte.

Peter Paul Rubens,​ Morte di Adone​, 1614, Gerusalemme, Israel Museum

Udite le urla di dolore dell’amato ormai morente, Venere accorse al luogo fatidico e qui formulò una promessa: il ricordo del lutto sarebbe durato in eterno, e il sangue diventato un fiore. Dal sangue di Adone (nome ancora sinonimo di bellezza maschile) nacque l’​anemone​, un fiore fragile e dalla vita breve ma dalla grande bellezza, esso germoglia in primavera e lo vediamo uscire anche dalla bocca di Chloris cinta da Zefiro nella tela del Botticelli, mentre dalle lacrime di Venere sbocciarono rose.

Nonostante il tragico epilogo, la vicenda di Venere e Adone è passata alla storia, trasformandosi in significato di intensità dell’amore, come dimostra un’opera di Anton Van Dyck.

Anton van Dyck, ​Sir George Villiers e Lady Caterine Manners come Venere e Adone, 1620-21, Londra, collezione privata

Tutti i simboli dell’amore sono qui presenti: i coniugi si fanno ritrarre nelle vesti dei due divini amanti, l’​edera che si attorciglia nel tronco a sinistra simboleggia la devozione, l’eternità dell’amore e la fedeltà della coppia, fedeltà richiamata anche dalla presenza del ​cane​, simbolo per eccellenza di quest’ultima. I ​tronchi intrecciati sulla destra evocano la profonda e intensa unione tra i due.

L’amore e i suoi simboli arricchiscono da sempre la storia dell’arte, quelli scelti per voi oggi sono solo pochi esempi di un patrimonio vastissimo. Non vi resta dunque che abbandonare
l’idea dei cioccolatini e scegliere di sorprendere la vostra amata o il vostro amato adottando il simbolo più adatto a rappresentare il vostro amore facendovi ispirare dell’arte.





OMAGGIO A CARLO CIUSSII BACI PIU´ FAMOSI NELLA STORIA DELL´ARTE