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"Post Zang Tumb Tuum" - Le opere e il contesto

Data pubblicazione : 23/04/2018     
Autore : Alice Civai


La fine del primo conflitto mondiale, la politica, la crisi dello stato liberale e l’affermazione del fascismo, e ancora, la ricerca di nuovi valori, nella vita quotidiana e nell’arte, il dinamismo e la complessa situazione europea: tra il 1918 e il 1943 in Italia tutto questo si avvicenda e accavalla dando forma ad un periodo storico fervente e difficile. Fino al 25 giugno quegli anni intensi si potranno ripercorrere grazie ad una grande mostra: “POST ZANG TUMB TUUUM. ARTS LIFE POLITICS: ITALIA 1918-1943”, organizzata da Fondazione Prada Milano e curata da Germano Celant.

La mostra esplora il sistema dell’arte e della cultura in Italia nel periodo tra i due conflitti mondiali partendo dalla ricerca e dallo studio di documenti e fotografie storiche che rivelano il contesto spaziale, temporale, sociale e politico in cui le opere d’arte sono state create, messe in scena, nonché vissute e interpretate dal pubblico dell’epoca.

Nelle sale della Fondazione Prada sono presenti oltre 100 autori per un totale di più di 500 lavori tra dipinti, sculture, manifesti, progetti architettonici, arredi, fotografie e disegni, tutti preceduti da immagini storiche, pubblicazioni originali, lettere, riviste, rassegne stampa e foto personali: un progetto imponente che gli organizzatori hanno potuto realizzare grazie alla collaborazione attiva con biblioteche, archivi, fondazioni, musei e raccolte private, aumentando così il valore scientifico della mostra.

Grazie a questa vasta campionatura che interessa ogni aspetto della vita quotidiana e della società italiana negli anni 1918-1943 la mostra va ben oltre la mera esposizione di opere per colpire nel segno l’obiettivo a cui tutte le mostre d’arte dovrebbero mirare: “Post bang tumb tuuum” contestualizza i lavori, propone un ragionamento e coinvolge lo spettatore mettendo in discussione la pratica tradizionale che presenta le opere isolate, presenze neutre in sale anonime.

Fondazione Prada con questa mostra sembra, giustamente, voler gridare: “L’arte non è mai discreta, l’arte è vita e soprattutto non è mai neutrale!”





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