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"GLI EREDI SILENTI" DI MAIKE FREES

Data pubblicazione : 23/02/2018     
Autore : Bruna Meloni


La Galleria Federico Rui presenta “Gli eredi silenti” la prima personale italiana dell'artista tedesca Maike Frees esponendo dieci opere, la maggior parte delle quali realizzate per l'occasione.

La Freess, nata a Lipsia nel 1965, attualmente vive a Berlino. Per più di 20 anni, l'artista tedesca ha sviluppato un lavoro multidisciplinare in cui il corpo, nelle sue funzioni sociali e
culturali, funge da guida per i suoi disegni, video e sculture. Formata in parte in Francia nello studio di Christian Boltanski, la sua cultura artistica è tuttavia germanica e la sua opera rivela un certo gusto per le deformazioni, le visioni allucinate di Mathias Grünewald, il pathos di Baldung Grien o la caricatura di Otto Dix.
Artista poliedrica, ha sperimentato l'utilizzo di vari media; dalla scultura alla fotografia, dal disegno alle installazioni e video. Nelle sue opere uomini, donne e bambini sono ritratti nella loro più intima condizione, in spazi in cui nulla è certo, come sospesi in situazioni oniriche tra veglia e sonno. Il “bello”, la “proporzione” sono solo punti di partenza. Nel processo di disegno, le figure iniziano a trasformarsi, come se venisse svelato qualcosa di represso, di desiderato o di nascosto, mescolando il fantastico con il reale.


Maike Freess descrive il tema principale della sua ricerca come “la persona nella sua natura imperfetta, limitata e instabile, la relazione con se stessi, con il proprio ambiente, con le altre persone e con la società; l’ambiguità della psiche umana”.
In particolare le opere presentate in questa esibizione alludono alle predisposizioni genetiche; dotazione spesso indesiderata trasmessaci dai nostri antenati. E' per questo motivo che per riconoscere chi siamo e quali siano le nostre possibilita' dobbiamo risalire ai nostri antenati e affrontare le nostre origini. E' solo attraverso questa conoscenza che siamo in grado di trarre dal nostro subconscio gli strumenti necessari ad affrontare il nostro quotidiano e il nostro futuro.
Una piccola interessante esposizione che fa riflettere su chi siamo stati, chi siamo e chi saremo.

Alla Galleria Federico Rui di Via Turati fino al 2 marzo.





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