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A MILANO LE ATMOSFERE ART NOUVEAU

Data pubblicazione : 19/12/2015     
Autore : Bruna Meloni


La mostra "Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau" presso il Palazzo Reale di Milano consente di tuffarsi nel mondo prezioso ed elegante del Liberty, lo stile che a cavallo tra Otto e Novecento caratterizzò il mondo dell´arte, dell´architettura, dell´artigianato e dell´arredo dell´intero contesto europeo raggiungendo vette di ineguagliata raffinatezza.

Alfons Maria Mucha nasce a Ivančice, in Moravia (una regione dell´odierna Repubblica Ceca, allora facente parte dell´Impero austro-ungarico). In Moravia lavora come pittore decorativo principalmente per scenografie teatrali; nel 1879 si trasferisce a Vienna, dove lavora per un´importante compagnia come scenografo, accrescendo le sue conoscenze tecniche e artistiche. In seguito si trasferisce a Parigi, dove continua i suoi studi divenendo uno dei più accreditati pittori dell´Art Nouveau, della quale sviluppa la caratteristica fondamentale, rendendo valido sul piano estetico anche ciò che appartiene all´uso giornaliero. La grande svolta avviene nel 1894 quando viene incaricato di realizzare un poster per pubblicizzare Gismonda, un´opera teatrale di Victor Sardou con protagonista Sarah Bernhardt, La finezza del disegno convince Sarah Bernhardt a proporre a Mucha un contratto della durata di 6 anni.

Mucha è stato senza dubbio uno dei più grandi artisti esponenti dellʼ Art Nouveau, e con il passare del tempo è diventato uno degli artisti moderni più apprezzati di sempre. Leggendari sono i suoi manifesti con protagoniste le donne e colori sublimi, che nel giro di pochissimo tempo sono diventati degli elementi pubblicitari e decorativi di grande qualità, arrivando ad essere popolarissimi anche nel mondo commerciale odierno. Lʼartista ceco divenne ben presto il “promotore” di un nuovo linguaggio comunicativo, di unʼarte visiva innovativa e potente: le immagini femminili dei suoi manifesti erano molto diffuse e popolari in tutti i campi della società del suo tempo e, ancora oggi si può facilmente individuare la sua inconfondibile cifra stilistica, che lo ha reso eterno simbolo dellʼArt Nouveau. Lo “Stile Mucha”, unico e riconoscibile, si è dimostrato adatto per essere applicato ad una grande varietà di contesti: poster, decorazione dʼinterni, pubblicità per qualsiasi tipo di prodotto, illustrazioni e addirittura produzioni teatrali, design di gioielli e opere architettoniche.

Il nucleo principale della mostra è costituito da 149 opere tra affiches e pannelli decorativi provenienti dalla Richard Fuxa Foundation. Mantenendo come perno centrale la figura di Mucha, le opere dellʼartista sono affiancate in mostra da una serie di ceramiche, mobili, ferri battuti, vetri, sculture e disegni di artisti e manifatture europei affini a quella medesima sensibilità squisitamente floreale e sinuosa che caratterizzava un certo filone del modernismo internazionale, tipico soprattutto dellʼarea francese, belga e, almeno in parte, italiana. Scopo della mostra è dunque quello di restituire appieno lʼidea di unʼepoca ricca e sfaccettata, facendo dialogare le invenzioni di Mucha con gli ambienti e le decorazioni contemporanee, coadiuvati dalla riproduzione di ingrandimenti fotografici che aiutino a ricostruire il clima magico e sfavillante della Belle Epoque.

Innovativa è la formula della curatela che, a fronte delle competenze scientifiche e dei materiali di studio forniti per la realizzazione della mostra, vede 24 ORE Cultura – Gruppo 24 Ore impegnarsi con un significativo contributo per il cofinanziamento di assegni di ricerca e borse di studio per giovani studiosi e per le attività scientifiche del Centro di ricerca “Rossana Bossaglia”. Si tratta di un virtuoso esempio di fattiva e organica collaborazione tra unʼazienda promotrice di cultura e un centro universitario di ricerca avente come obiettivo comune la formazione specialistica e la professionalizzazione di giovani storici dellʼarte, con una particolare attenzione alla storia del gusto e delle arti decorative.
Dopo Milano, la mostra si sposterà a Palazzo Ducale di Genova, dove sarà visitabile da fine aprile a tutto settembre 2016.

A Palazzo Reale di Milano fino al 20 marzo 2016.





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