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Spettacolare installazione di Ragnar Kjartansson all’Hangar Bicocca

Data pubblicazione : 23/09/2013     
Autore : Bruna Meloni



“The Visitors” e’ il titolo dell’opera che da oggi e’ possibile avere il piacere di vedere all’Hangar Bicocca.
Si tratta di un’installazione di Ragnar Kjartansson, prodotta nel 2012 dal Migros Museum fur Gegenwarstskunst di Zurigo ed ora presentata a Milano in una versione appositamente ripensata dall’artista e dai curatori Andrea Lissoni e Heike Munder.

Kjartansson, artista islandese, spazia, nella sua pratica performativa, attraverso tutto l’arco delle arti. Nelle sue opere - siano esse installazioni visive, performances di durata o dipinti - si ritrova la storia della cinematografia, la musica, il teatro, la cultura visuale e la letteratura. Questa installazione video riunisce tutti gli questi elementi in una dimensione collettiva mutuando e facendo suo il metodo di Dieter Roth - di cui Kjartansson si ritiene un “discepolo”- che si fonda sull’idea della collaborazione, della famiglia e del fare cose insieme per creare un’energia.

L’artista ci dice: "Si puo’ dire che l’opera sia stata concepita sulla base di un pretesto: l’esperienza di realizzarla. E credo che sia stata arrangiata tenendo conto delle persone piuttosto che degli strumenti o altro”.

       

The Visitors” e’ ispirata nel titolo e nel tema dalla copertina dell’omonimo album degli ABBA dove il gruppo svedese e’ in una grande casa signorile e i componenti sembrano delle statue. L’opera e’ costituita da nove video in cui compaiono musicisti differenti, tutti amici di Kjartansson, ognuno in una stanza differente, nella villa ottocentesca fatiscente ma di grande fascino - Rokeby Farm - di proprieta’ della famiglia Astor e situata nell’Upstate New York. Si inizia con il patio in cui si intravvedono anche alcuni componenti della famiglia Astor e si continua con la biblioteca, il bagno, lo studio, la cucina, un salotto ed una camera da letto. Ogni stanza e’ abitata da un diverso artista con uno strumento diverso che suonano e cantano contemporaneamente la stessa melodia della canzone “Feminine Ways”.
 
Kjartansson ha concepito questa sua opera come un tableau cinematografico che si sviluppa intorno al significato intimo dell’amicizia e ripercorre la relazione tra gruppo e individui. Dopo aver ritratto i protagonisti nella loro solitudine ad intimita’, la narrazione si conclude con l’incontro dei personaggi ed il loro definitivo abbandono della casa.







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