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''Aspettando Godot'' al Teatro Carcano

Data pubblicazione : 14/11/2014     
Autore : Silvia De Bernardi


Forti emozioni in un teatro che Maurizio Scaparro riesce ancora una volta a far sentire attuale, vivo e protagonista culturale con “Aspettando Godot”, celebre opera di Samuel Beckett e  testo più tra i più rappresentativi del teatro del 900.
Sul palco Estragone e Vladimiro, soli in un paesaggio spoglio e desolato, creature deboli e quasi impalpabili, malamente vestite, dall’aspetto dimesso, si lamentano in continuazione per il freddo, per la fame, per il loro stato esistenziale. Litigano e si accusano a vicenda, tra dialoghi essenziali e scarni, parole scelte con cura che vanno nel corso dell’opera ad assumere un valore indipendente dall’agire stesso.
Parole dette, a cui neppure segue poi l’azione indicata.Tutto sul palco  si muove o resta immobile a significare il non senso della vita umana; ad essere messo in discussione è l’Uomo con la U maiuscola, al di là di ogni connotazione politica, sociale geografica e storica.
Il vero Protagonista dell’Opera è Godot, che non arriverà mai, manderà solo un messaggero ad annunciare che forsè giungerà il giorno seguente.
Un Dramma costruito intorno alla condizione dell’attesa quindi, in una totale assenza di sviluppo nel tempo, a sottolineare che non sembra esistere possibilità di cambiamento. Solo un albero sulla scena, accanto ai due uomini, a regolare la concezione temporale con il cadere delle foglie ogni giorno che passa. L’attesa inutile di Godot è l’attesa inutile di un senso alla vita.Sul palco anche Pozzo e Lucky,  altri due personaggi affascinanti, carichi di significati nascosti, a declinare con metafore forti una condizione umana fatta di miseria e debolezze.La trama è ridotta all’essenziale, solo un’evoluzione di microeventi alternati a pause e silenzi più eloquenti delle parole stesse, capaci di generare nel pubblico momenti di forte riflessione e anche di divertimento.
Si ride a tratti infatti, perché Beckett tra i primi aveva intuito che, già nel 900, lo spazio per la tragedia si era fatto minimo, ed era buona cosa quindi, farla entrare di nascosto, quasi sotto il velo del gioco, facendo apparire di volta in volta anche un sorriso sul pubblico.
Una regia  davvero magistrale, del grande Maurizio Scaparro, a condurre quattro attori amatissimi come Antonio Salines, Luciano Virgilio, Edoardo Siravo ed Enrico Bonavera, al Teatro Carcano, fino al 23 novembre.





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