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La leggenda dell'ippocastano

Data pubblicazione : 05/10/2017     
Autore : Manuela Caramella



Così abbiamo girato per tutti gli inverni della nostra infanzia con una castagna matta in tasca; già il nome ci metteva allegria...castagna matta...una compagna liscia e lucida ,un piacere toccarla.
Solo crescendo abbiamo scoperto che è il frutto del sussiegoso ippocastano, originario dell'Europa orientale balcanica.
Ma quale fosse il motivo per cui era bene averla con noi se ancora non lo sapete ve lo sveliamo adesso.

Anticamente, soprattutto in Umbria dove queste piante crescevano imponenti e numerose, i contadini erano soliti triturare i frutti e darli in pasto ai cavalli per curare asma e raffreddore.
Da qui l'abitudine per i proprietari di questi animali assai preziosi di tenere sempre con sé un paio di castagne da offrire loro ai primi sintomi di influenza.
Prima ancora di loro furono i Turchi a servirsene per risolvere la bolsaggine delle loro cavalcature e proprio da questo uso prese il nome la pianta,ippocastano,la castagna dei cavalli.

Pianta imponente il signor ippocastano ,come quello di Ca' Minghini ,in Emilia Romagna che ha una circonferenza di oltre quattro metri. Se non cura certamente ripara...
In realtà le proprietà medicamentose sono assolutamente confermate ; l'escina, di cui è particolarmente ricco ,ne fa un formidabile antinfiammatorio naturale.
Inoltre migliora la permeabilità capillare , il drenaggio linfatico e aumenta la pressione venosa.
Chi cerca un rimedio per emorroidi,cellulite e vene varicose troverà in lui un prezioso alleato;
Sul fatto però che aiuti anche gli umani raffreddati lasciamo a voi la possibilità di decidere.
Raccogliamo comunque i suoi frutti, potremo farne dei deliziosi centrotavola dal sapore autunnale, con cui lustrarci gli occhi.
E pazienza se il naso colera'...





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